facebook_img-1024x785Facebook ha acquistato un grandissimo potere, non solo mediatico, ma anche e soprattutto economico, tanto che ogni suo intervento ha un peso rilevante. Così ha destato clamore e polemiche la decisione di sospendere il profilo di Matteo Salvini dopo che il parlamentare aveva usato il termine ‘zinagro’. Decisione discutibile per una serie di motivi, ma quel che più lascia perplessi e basiti è la diversa valutazione che Facebook fa in merito a determinati gruppi presenti sul proprio social network. Sono infatti presenti numerosi gruppi blasfemi, offensivi della religione cattolica (per altre religioni e confessioni si sarebbe già intervenuti), pieni di bestemmie e offese gratuite e lesive della dignità spirituale di ogni credente. Le segnalazioni che si possono fare non sempre sortiscono effetti positivi e lo sdegno aumenta di fronte alla velocità di intervento su altri fronti. Per cui per Facebook ‘zingaro’ non si può dire, ma si può bestemmiare Dio, Gesù Cristo e la Madonna. I fuochi dei vari ‘je suis charlie’ sono belli che spenti, ma pronti ad essere riaccesi solo e soltanto quando si tratta di denigrare i cristiani. Non ci stupiamo, la storia ci è testimone, ma è sempre opportuno denunciare la viltà, l’ignoranza e l’ipocrisia di determinati enti (per quanto privati), perché qualcuno non si illuda di vivere in un mondo realmente libero.

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