Violenza sulle donne: a Latina c’è il progetto Ilma

Progetto Ilma

L’acronimo Ilma significa “Io lavoro per la mia autonomia“, progetto nato a Latina per il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, perché l’ostacolo più grande per uscire da una dimensione familiare di violenza e abusi è dato dalla mancanza di indipendenza economica. Il progetto, arrivato tra in primi cinque in Italia, vede come capofila il Comune di Latina e come principale partner il Centro donna Lilith che da 30 anni assiste le donne sul territorio. Proprio il capoluogo pontino ha infatti una lunga esperienza su questo tema, per la presenza del centro antiviolenza, di una casa rifugio e, dal 2011, di due case di semiautonomia. Ha spiegato l’assessore al WelfarePatrizia Ciccarellinel corso della presentazione: “Il Comune  ha colto questa opportunità insieme al mondo dell’associazionismo. Siamo infatti partiti dall’analisi di una criticità. Ci siamo accorti che, a fronte di tanti successi per il gran numero di donne salvate da situazioni difficili, non riuscivamo a raggiungere l’obiettivo finale: quello dell’inclusione lavorativa delle donne. Abbiamo quindi compreso che c’era necessità di organizzare un lavoro di squadra, superando la separazione tra pubblico e privato. Il welfare dunque può incidere sul tessuto produttivo. C’è ancora molto lavoro da fare, ma siamo sulla giusta strada”.  Il progetto è stato, nel dettaglio, spiegato dalla responsabile del servizio inclusione Stefania Krilic e dalla presidente del Centro donna Francesca Innocenti. Sono al momento 20 le donne a cui sarà destinata una borsa lavoro nell’ambito del progetto Ilma. Il primo gruppo ha già cominciato i primi colloqui, cui farà seguito un accurato bilancio delle competenze e l’inserimento in tirocini formativi, accompagnati da una card che consentirà alle donne con bambini di sostenere ad esempio le spese per baby sitter o servizi di dopo scuola. Le destinatarie hanno unetà compresa tra i 40 e i 60 anni e nel 90% dei casi si tratta di donne italiane, provenienti proprio dal territorio. Ha spiegato la presidente del Centro donna:  In questo progetto le donne si sperimentano in una dimensione nuova.  La gran parte di loro infatti non ha mai lavorato e pensa di non saperlo fare. Spesso dicono di essere predisposte unicamente a lavori di cura, ma noi cerchiamo di tirare fuori potenzialità e competenze che pensavano di non avere”.  Il primo incontro tra una dimensione nuova e creativa del lavoro e il progetto Ilma arriva dall’idea di due giovani imprenditrici del capoluogo, Mara De Longis e Marianna Frattarelli che hanno immaginato di creare un laboratorio creativo a partire da un prodotto di scarto dall’alto valore simbolico: la pelle di bufala. A partire da questa innovativa idea si è creata una piccola comunità imprenditoriale che si è agganciata a un progetto di design di complementi d’arredo e dunque a una proposta di formazione lavorativa che potrà presto includere anche le donne vittime di violenza. 

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