VincentLambert-4Della vicenda di Vincent Lambert avevamo già commentato (qui). La vicenda, ora, acquista connotati sempre più tremendi ma, allo stesso tempo, illuminanti. Come riporta l’Ansa: “Emmanuel Guépin, membro del ‘comitato di sostegno a Vincent Lambert’ (che milita per il mantenimento delle cure) ha filmato Vincent per cinque minuti, qualche ora dopo la decisione della Corte europea. Nel video, diffuso su Youtube e sul sito del settimanale Familles Chrétiennes, il fratello David Lambert parla rivolgendosi a Vincent: quest’ultimo sembra guardarlo fisso negli occhi, sembra proprio che lo stia ascoltando, interagendo con lui, a tratti sbatte anche gli occhi. “Tra i due c’è una forte interazione”, sostiene Guépin, evidenziando lo “scarto” tra le decisioni prese “da gente che non conosce lo stato di Vincent” e la sua reale situazione.” Questa decisione ha scatenato le polemiche dei sostenitori dell’eutanasia e della sorella di Vincent (il video è stato girato con l’autorizzazione dei genitori) che si sono definiti scioccati della decisione di girare e pubblicare il video, tanto che alcuni parlano addirittura di “manipolazione politico-religiosa“. Sul dolore e le parole della sorella bisogna soprassedere; su quelle dei comitati pro eutanasia no. Avranno mai l’onestà intellettuale e il coraggio di spiegare perché i loro video in difesa della scelta della “dolce morte” sono leciti e un video reale di omicidio di stato (che è quello che ogni eutanasia permette) no? Perché mostrare le condizioni di Vincent Lambert sarebbe un’operazione politico-religiosa, mentre non mostrarle no? Perché i loro video, ancora, non sono, ugualmente, un’altrettanta operazione politico-religiosa ma di un altro colore? Qualcuno dirà mai a costoro che sono degli oscurantisti perchè oscurano la realtà, volendo impedire che un video in cui si vede un malato sia diffuso? Qual è il loro problema? Di cosa hanno paura? Di veder fallire le loro ideologie di fronte al movimento degli occhi di Vincent Lambert? Il problema è sempre quello, che impedisce ogni dialogo e delega tutto a chi ha più potere e fiato in gola di strillare più forte confondendo le grida con i diritti: si applicano due pesi e due misure e, in evidente mancanza di argomentazioni scientifiche, mediche, religiose, politiche e umane, si difende la propria posizione screditando l’avversario. Ognuno obbedisce al proprio dio; chi a quello che ha creato l’uomo chi a quello stampato su rettangolari pezzi di carta che sono il lasciapassare delle stanze dove si crede di determinare il futuro del mondo.

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