Vie dirette e indirette per raggiungere l’obiettivo

adozione-gay-coppiaCi sono modi e modi per ottenere le cose. Si può procedere per via diretta o per via indiretta. La prima prevede che si legiferi in una determinata materia, la seconda che qualche giudice sentenzi in favore di quella determinata materia anche e soprattutto in assenza di una legge. Ed ecco l’ultimo episodio: “Gli hanno strappato la bimba dalle braccia, consegnandola alla (ex) moglie ora lesbica. La bambina sarà costretta a crescere in una “famiglia” omosessuale. Il giudice del Tribunale di Torino, VII Sezione Civile, ha deciso infatti per “l’affido condiviso della minore con collocazione e residenza prevalente presso la madre”. Tutto questo nonostante la madre ora si sia fidanzata con un’altra donna e il padre non volesse che la figlia fosse costretta a vivere in una situazione familiare che lui non approvava.” [Il Giornale] Il problema non è tanto quello sulle inclinazioni e i desideri delle singole persone, ma la tutela di una terza persona, in questo caso un bambino. I giudici sono però convinti che questa scelta non penalizzi il bambino; nelle motivazioni della sentenza si legge infatti: “Alla base delle censure su un modello familiare composto da persone dello stesso sesso – si legge – non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale. In tal modo si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino“. Lo Stato non si è ancora espresso in termini di adozioni alle coppie omosessuali perché è ancora impantanato nelle diatribe intorno al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, ma qui si è andati ben oltre, sdoganando di fatto l’adozione alle coppie omosessuali. Tecnicamente i dati scientifici esistono e le esperienze anche, ma i signori giudici non le hanno prese in considerazione. Così tutte le manifestazioni e le discussioni politiche perdono di importanza e vengono alimentate e permesse solo per illudere qualcuno che qualcosa si possa fare: certe cose, volenti o no, dovranno essere approvate e permesse. Che venga fatto con il consenso delle persone, con la sentenza di un giudice o con il ricatto economico dell’Unione Europea poco importa, l’importante è che si faccia. Non c’è da stupirsi se si è consapevoli di vivere in una dittatura.

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