Vicepreside caccia cieco con cane guida dall’istituto scolastico

Il cane Pasta

La scusa era una possibile allergia che il cane di un cieco poteva arrecare danno a studenti allergici ai peli del cane. Ma la storia rasenta veramente dell’incredibile, anche perché il cane in questione è uno dei più docili esistenti in natura, ossia un esemplare di labrador. Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa è accaduto. Al liceo ”Fermi” di Alghero Gabriele Pittalis si era recato per avere delle informazioni su un corso di informatica per disabili. E qui è avvenuto il fatto che lui stesso ha commentato:  “L’unica fortuna è che in quel momento nessuno studente ha assistito alla scena. Altrimenti sarebbe stata una la lezione più diseducativa che si potesse immaginare. Impedirmi di stare in un luogo pubblico con il cane – è come rubare la stampella a una persona senza una gamba. Chi avrebbe il coraggio di farlo?”  La vicenda è stata raccontata con una lettera inviata all’Unione sarda dal signor Francesco Santoro, che in quella scuola presta servizio in qualità di centralinista. “Ho accolto all’interno dell’istituto  (nell’androne), il signor Gabriele accompagnato dal suo cane guida e in compagnia di una signora, perché desiderava salutarmi e chiedermi un’informazione di tipo amministrativo che lo riguardava. Mentre fornivo al signore le notizie da lui richieste e ci scambiavamo alcuni commenti sulla vita e sulle situazioni che affronta un cieco, si è presentato il vice-preside che ha intimato agli ospiti l’abbandono dell’istituto poiché in compagnia del cane guida, affermando che la presenza dell’animale stesso, notoriamente provvisto di peli, avrebbe potuto causare problemi di allergie agli studenti (nessuno studente era presente al momento).” In un’intervista alla Stampa Gabriele ha raccontato che  “ Pasta, questo il nome del cane, è sottoposto a continui controlli ed è dotato di un tesserino sanitario. Può entrare ovunque, tranne che in quella scuola. Chi fa male al mio labrador è come se lo facesse a me, anzi è persino più grave. Lui è la mia guida per tutti gli spostamenti. I suoi occhi sono i miei, in tutto quello che faccio posso fidarmi solo di lui”. Il 34enne ha garbatamente informato il vice-preside che la legge 60/2006 gli consente di far entrare il cane guida ovunque e senza limitazioni. Ma l’uomo non ha voluto sentire ragioni. Per questo motivo il ragazzo ha preferito uscire dalla scuola. Ad Alghero c’è un regolamento comunale che vieta l’ingresso di cani e gatti negli edifici scolastici. Ma per il cane guida di un cieco è facile comprendere, quel divieto non può valere. Eppure il vicepreside non ha voluto sentire ragioni. Gabriele ha ricevuto subito la solidarietà del sindaco di Alghero, Mario Bruno e ora che è scoppiato il caso il vice preside Pietro Sanna si è giustificato dicendo: “Ho solo detto di spostarsi dall’androne dove passano i ragazzi. Non sono una persona insensibile”. Ma la vicenda ovviamente non finisce qui. “Non si possono accettare atti di sopraffazione nei confronti di una persona che non ha la fortuna di avere la vista”, così Santoro, il centralinista della scuola che è anche il presidente provinciale dell’Uici (Unione Italiana Ciechi) di Sassari, che ha deciso di scrivere al Provveditorato agli studi, al ministro dell’Istruzione e alla Regione per denunciare quanto è accaduto al Liceo Fermi di Alghero. Con le conseguenze che si possono immaginare.

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