Verremo (ma già siamo) inondati dal rumore

Learning

L’informazione è una cosa buona. La conoscenza è una cosa ottima. Il sapere è una cosa buona, ottima e doverosa. Tutto bene, allora, se si pensa, in prospettiva, al beneficio che internet può arrecare a questa causa. Le cose, però, non stanno proprio così. “Ogni giorno vengono inviati centinaia di miliardi di messaggi email; per la maggior parte – le stime attuali si aggirano intorno al 75 per cento – sono spam. Nel mondo ci sono circa duecento milioni di blog, più di cinque volte tanto rispetto a cinque anni fa. Per la stragrande maggioranza, sono illeggibili. Sembra quasi che dietro ci sia un principio malthusiano: l’informazione cresce in modo esponenziale, ma l’informazione utile cresce in modo lineare. Il rumore coprirà il segnale. Nel momento in cui, come specie, abbiamo finalmente la memoria per immagazzinare ogni nostro pensiero, per fissare ogni nostra esperienza su un supporto digitale, cominciamo ad affogare in una marea sempre più alta di informazioni indifferenziate.” [C. Seife – Le menzogne del Web] Non si sa se è più una beffa, una maledizione o la normale conseguenza di una natura difettosa, peccaminosa, come quella dell’uomo. Fatto sta che le previsioni non sono rosee e che alla fine dovremo arrenderci all’ennesima occasione persa o, peggio ancora, all’ennesima occasione sfuggita che ci si ritrarrà contro.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *