Veronica Corpolongo e la sua esperienza

Veronica Corpolongo
Veronica Corpolongo

Veronica Corpolongo di Itri ha raccontato la sua esperienza di malattia in un racconto che è stato selezionato per un concorso letterario lanciato in occasione della Giornata dedicata alla consapevolezza sulla ricostruzione mammaria. Quelle BRAve ragazze” è il titolo di un concorso letterario dedicato al tumore al seno. Un argomento difficile, affrontato dalle (e dai) partecipanti con profondità, con il desiderio di raccontarsi. La paura, ma anche i momenti felici e la “rinascita”. La giuria (composta dalla giornalista Tiziana Lo Porto, la regista Costanza Quatriglio e la giornalista e pop artist Elvira Seminara) ha selezionato dieci racconti che saranno pubblicati dalla casa editrice Leima. Nelle schede seguenti troverete alcuni estratti delle opere premiate, con cenni biografici delle autrici/autori. L’iniziativa è legata al “Bra-day” (Breast Reconstruction Awareness Day), la giornata internazionale della consapevolezza sulla ricostruzione mammaria, che si celebra il 19 ottobre con eventi in vari ospedali italiani, coordinati dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus, presieduta dalla responsabile dell’Unità di chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico Gemelli di Roma, Marzia Salgarello. La Fondazione Beautiful After Breast Cancer è un’organizzazione internazionale il cui obiettivo è aiutare le pazienti che hanno avuto diagnosi di tumore al seno a ricostruire la propria esistenza. La Onlus si dedica alla divulgazione di informazioni riguardo al tumore al seno e alla ricostruzione mammaria.

Ma ecco cosa ha scritto Veronica, che è coniugata, avente 46 anni e due figli:

“Arrivo all’appuntamento con il chirurgo che dovrà decidere il tipo di intervento sul mio seno. Io ovviamente pensavo solo alla migliore risoluzione del mio problema di salute senza preoccuparmi del lato estetico. Il chirurgo mi guarda e mi dice se io sono disposta a fare un intervento risolutivo e conservativo al tempo stesso: una mastoplastica riduttiva di entrambi i seni. Io frastornata all’inizio non capivo, poi ho realizzato. Eccomi alla soglia dei miei 46 anni si avvera un mio desiderio sempre sopito. La mia malattia, il mio tumore si è trasformato in una opportunità. Non l’ho fatto ma lo avrei abbracciato per ringraziarlo. Io da sola non avrei mai preso questa decisione. La vita l’ha presa per me ed io la trasformo in una rinascita.”

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