Droga

Uno dei due figli si è assunto la responsabilità del possesso e della coltivazione di una vera e propria piantagione di marijuana in una zona agricola di Pontinia dove lunedì i carabinieri hanno rinvenuto 150 chili di stupefacente dicii in questo modo: 24 chili già parzialmente essiccata; 8 chili già confezionata in 64 sacchetti; tre piante alte circa 1,20 metri; 41 confezioni, con all’interno 1 seme di cannabis; sacchetti contenenti germogli; 255 piante di altezza variabile tra 20 centimetri e i 2 metri all’interno di due serre. Sono stati rinvenuti ventilatori, deumidificatori, bilancini di precisione, microscopi, manuali di istruzioni per la coltivazione della marijuana, lampada, temporizzatore, termostato per l’umidità, prodotti per la concimazione e la lavorazione del terreno, una lavagna con i turni giornalieri dei tre e le mansioni quotidiane per la coltivazione dello stupefacente. Nella mattinata del 23 luglio il giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota ha interrogato Carlos Bisonni, 64 anni e i due figli Fabio e Diego, arrestati lunedì con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I tre assistiti dall’avvocato Leonardo Palombi hanno risposto alle domande del magistrato. Carlos e il figlio Diego hanno ammesso di essere a conoscenza dell’attività  di coltivazione della marijuana ma di non avere mai condiviso tale scelta, mentre l’altro figlio Fabio ha spiegato che si trattava di una sua iniziativa e ha aggiunto che la droga era per suo uso personale e in parte per la vendita a qualche amico. Il pubblico ministero Giorgia Orlando aveva chiesto la custodia cautelare in carcere ma il gip ha accolto l’istanza della difesa ponendo padre e figli ai domiciliari.

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