Unioni gay, la Corte di Strasburgo: “L’Italia le riconosca”

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 La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che l’Italia ha violato i  diritti di tre giovani coppie omosessuali, che si sono viste rifiutare da  parte dei rispettivi Comuni la possibilità della conferma dell’unione  civile. Il giudizio è stato emesso all’unanimità nell’ambito del caso  sollevato da Enrico Oliari, presidente dell’associazione gay liberali e di  centrodestra, rappresentante delle tre coppie residenti rispettivamente a  Trento, Milano e Lissone (in provincia di Milano). “La Corte ha  considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le  coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”, si legge in una nota. La sentenza provoca scalpore da parte di tutta la politica, con in  particolare la Boldrini che critica l’operato di Renzi, accusato di elargire  promesse e non fatti, per riuscire ad arrivare finalmente all’uguaglianza  sociale a vantaggio di tutti i cittadini italiani. Anche Ivan Scalfarotto, politico molto sensibile al tema delle unioni omosessuali, dice che non avere normative ad hoc sia una vergogna per il Paese, sorpassato anche dalle cattolicissime Spagna e Irlanda, a sottolineare come la religione non possa più essere un ostacolo così vincolante per la politica interna. Nel frattempo, l’Italia dovrà pagare a ciascuna delle tre coppie 5mila euro per danni morali.

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