Unioni civili, se ne può parlare senza luoghi comuni?

matrimonio-gay-2-2-2Il tema delle unioni civili, non essendo stato risolto a favore dei progressisti, è ancora un tema caldo nella pressione mediatica italiana. Il che non stupisce. Così come non stupiscono le “argomentazioni” con le quali si cerca di legittimare tale cambiamento. Il problema, enorme, italiano, è che non si dialoga, non si cerca di capire l’entità di un fenomeno e di ragionarci sopra; bensì si va avanti a slogan e a colpi di mano mediatici e di tattiche parlamentari. Così più o meno regolarmente, tra i tanti slogan su cui si incentra questa campagna mediatica, ce ne sono tre ricorrenti, che come tutti gli slogan non vengono spiegati, ma semplicemente proposti come dogmi, proprio da coloro – eterogenesi dei fini – che in essi non credono e sono i più beceri denigratori di coloro che con disprezzo definiscono “dogmatici”. Ma tant’è. I tre slogan ricorrenti sono “l’amore”, “in Europa lo fanno tutti” (con il commosso riferimento alla “cattolicissima” Irlanda) e una serie di spot umanitaristici sulla visita negli ospedali, le pensioni, eccetera. Proviamo ad andare con ordine.

L’amore. Da quando allo Stato importa se i coniugi si amano, se i figli amano i genitori e viceversa o se i cittadini amano lo Stato? Da quando l’amore è diventato un criterio di legge, magari da punire quando non c’è? Perché se l’amore è il fondamento giuridico di ogni matrimonio – e quindi anche di quelli tra persone dello stesso sesso – allora bisognerà punire chi non ama, bisognerà sciogliere il legame quando non si ama più (ed esisterà un tribunale dell’amore apposito?), bisognerà regolamentare anche l’amore tra più persone o tra uomini e animali e, infine, tra uomini e bambini (qualcuno avrà il coraggio di giudicare l’amore altrui?).

In Europa lo fanno tutti. Va bene che siamo in democrazia e la legge del più forte è l’unica conosciuta, ma un pizzico in più di buon senso non guasterebbe. È un esempio banale, ma piuttosto indicativo: se la pena di morte, la vivisezione, la pedofilia (o qualsiasi altra cosa) fossero ampiamenti legalizzati in altri Paesi d’Europa, sarebbe sensato far leva sulla loro diffusione europea per pretenderne la legalizzazione anche in Italia? Si riesce a discutere dei problemi e delle questioni, piuttosto che trovare ogni scusa, anche ridicola, pur di ottenere i propri obiettivi?

Gli spot umanitaristici. Ne abbiamo parlato in precedenza (si veda qui). Se l’obiettivo è la visita negli ospedali o altre convenzioni, si tratta, appunto, di convenzioni. Si possono modificare i regolamenti degli ospedali o di altre realtà; ma la definizione di matrimonio di ciò che matrimonio non è, è l’evidente volontà di scardinare la realtà e di perseguire obiettivi (quali le adozioni e altri pratiche pericolose e drammatiche) non dichiarati apertamente, ma perseguiti a colpi di piccoli passi, di minime erosioni dell’ordine delle cose, per poi arrivare a non dover erodere più niente perché niente è quello che è rimasto.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *