Una tesi in Filosofia del Diritto è stata presa come spunto per discutere sul fenomeno migratorio, il libro della giornalista Serenella Bettin, “Aspettando che arrivi sera – L’immigrazione come nessuno ve l’ha mai raccontata”, edito da Male Edizioni. La tesi è stata discussa da Micaela Riello, che ha “trattato l’importanza dello Stato nazionale all’epoca delle migrazioni, raccontando anche alcuni fatti successi nella nostra zona”. Micaela Riello, sottoufficiale della Polizia Locale abita ad Agna in provincia di Padova, quel comune passato alle cronache nazionali come il “distretto del profugo”. Si è laureata in Giurisprudenza (laurea magistrale) il 22 maggio 2020 all’Università Telematica Pegaso, discutendo una tesi in Filosofia del diritto dal titolo: “L’importanza dello Stato nazionale e le migrazioni contemporanee. L’ esperienza dei comuni di Agna, Bagnoli di Sopra e Cona”. Tre comuni colpiti in assoluto durante l’emergenza immigrazione che la giornalista ha raccontato nel suo libro. A pagina 65 della tesi, prendendo come base il libro di Bettin, si spiega il lungo iter per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno: “I richiedenti asilo vengono accompagnati presso le varie questure dove devono compilare il verbale delle dichiarazioni degli stranieri per poter chiedere in Italia lo status di rifugiato a sensi della Convenzione di Ginevra. A seguito di questa dichiarazione viene rilasciato un permesso cartaceo che ha validità di due mesi e che consente di lavorare regolarmente per il periodo di valenza del documento; in teoria in questo tempo si dovrebbe riunire la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Se viene riconosciuto al soggetto lo status di rifugiato, il richiedente asilo si deve recare in Questura a prelevare un permesso di soggiorno di durata quinquennale. Se la commissione non riconosce lo status di rifugiato c’è la strada della protezione sussidiaria che consente la permanenza nel caso vi siano rischi di grave danno in caso di rientro al proprio paese. In questo caso il permesso di soggiorno rilasciato ha durata di tre anni. Nel caso il permesso sia negato c’è la possibilità di ricorrere al tribunale civile competente e il permesso ha validità fin al giorno dell’udienza; il tempo si allunga ulteriormente perché c’è la possibilità di ricorrere in appello alla decisione del tribunale”. La stesura di “Aspettando che arrivi sera”, come aveva scritto il presidente Luca Zaia in un post su Facebook, è iniziata in “un’indagine di cronaca che si traduce in un libro dove i fatti nudi e crudi diventano un’analisi sul fenomeno migratorio nei centri d’accoglienza in Veneto e Lombardia”. Un lavoro giornalistico, un diario annotato giorno dopo giorno, tra un centro di accoglienza e l’altro, fino a diventare un vero e proprio libro. Nessun fatto inventato, ma solo l’esperienza sul campo. Ha scritto sempre Zaia: “È il percorso sulla via della disperazione che la giornalista affronta nel libro “Aspettando che arrivi sera”. La verità nuda e cruda lungo una via della disperazione che molto toglie alla speranza dell’esito positivo della fuga da miseria, violenza e guerra. Ecco che dal lavoro giornalistico esce un romanzo, un reportage, un diario, con i racconti, le testimonianze, le storie, gli aneddoti, le vite vissute a metà tra il filo spinato nei centri d’accoglienza di Conetta, Bagnoli, Padova, Oderzo, Treviso, Milano. Tutto questo in una regione, il Veneto, che ha conosciuto la bomba dei migranti in tutti i suoi aspetti: dal sovraffollamento dei centri, alle rivolte, dalle proteste, alle marce, alle inchieste sulle cooperative.”

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