dieta-vegetarianaIl tema della cultura vegana e vegetariana è sempre molto spinoso. Questo perché su di esso vige una sorta di cortina di ferro, così come per tutti i temi mediaticamente sensibili, sul quale meglio tacere, perché se se ne parla conviene parlarne bene, altrimenti si rischia il linciaggio mediatico. Eppure come tutte le cose di natura umana è possibile la discussione e ogni sorta di imposizione previa risulta infondata oltre che sospetta. Il sito Informarexresistere riporta gli esiti di una ricerca condotta dallo Human Research Council, secondo la quale: “su 11mila americani che avevano scelto questo stile alimentare: otto di loro su dieci lo avrebbero abbandonato definitivamente, di cui la metà nel giro di un anno, mentre un terzo addirittura nel giro di 3 mesi.” Impressionante. Se si leggono le motivazioni di tali cambiamenti si rimane colpiti: “Due terzi dei vegetariani o vegani pentiti ammettono di non aver reagito bene fisicamente al cambio repentino di alimentazione. Altri parlano di ripercussioni psichiche”. Qui stiamo parlando di dati, non di idee o teorie. Per quanto il 60% di loro confessa che in futuro è disposto a riprovare questo cambio culturale e di alimentazione è doveroso registrare che esso non sempre, anzi sembra il più delle volte, ha un impatto leggero e privo di conseguenze sulle persone.

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