giovanni_xxiiiOggi, venerdì Santo, probabilmente qualcuno riprenderà il solito mantra delle preghiere cattoliche contro gli ebrei. Senza entrare nel merito della vicenda (ci porterebbe lontano e per conoscere tali tesi basta fare un comoda e semplice ricerca su internet) ecco una gustosa e puntuale replica:

“Nella liturgia ebraica esiste sempre la Lode delle Diciotto Benedizioni, d’impianto risalente al IV Secolo a.C. Nel 1° Secolo d.C. in questa preghiera si declamava:

“Per gli apostati non ci sia speranza e il Regno insolente [l’im­pero romano] venga presto sterminato nei nostri giorni. I nazareni [i giudeo-cristiani] e gli eretici periscano e siano abrasi dal libro della vita, né siano iscritti insieme ai giusti.”

Mitigata sul finire del XIV Secolo, oggi in questa parte si recita:

“Possano gli apostati non avere speranza e cadere tutti in per­dizione, siano presto distrutti e soggiogati i tuoi nemici nei nostri giorni.

È stato scritto che dopo il 1967 varie sinagoghe ortodosse israeliane e americane hanno ripristinato il testo del 1° Secolo. Non essendo riuscito a reperire i testi mi sono dovuto limitare a prendere per vero quel che afferma un noto studioso ebreo in un suo libro mai smentito dalle Autorità rabbiniche.39 Pro­vato e non passibile di smentita che nelle preghiere sinagogali ortodosse si lanciano tutt’oggi anatemi e inviti alla distruzione dei non ebrei, quantunque giustificati dai rabbini come testi dal linguaggio arcaico, a maggior ragione suona gustoso il comunicato ufficiale della Comunità Ebraica di Roma, che con suscettibile prontezza abbozza un pubblico straccio di vesti senza tenere in nessun conto il linguaggio arcaico cristiano, peraltro immensamente più amorevole e pacifico:

“… è stata celebrata una messa in rito latino a San Giovanni in Laterano. Premesso che non spetta a noi decidere in che lingua debba officiarsi la messa, questo ci preoccupa perchè tra i motivi di distensione dei rapporti tra cristiani ed ebrei c’era anche la cancellazione di una frase presente nel rito latino, quella che parlava dei “perfidi giudei” intesi come persone prive di fede. Ma, ancora una volta si tratta di sentori che rileviamo all’in­terno di una minoranza cattolica, che speriamo non trovino seguito a livello ufficiale.” 

I diffusori di questo comunicato pare abbiano fìnto di non sa­pere quel che in verità sanno da decenni: nel rituale latino la fra­se incriminata sui “perfidi giudei” fu cancellata a fine anni Cin­quanta. La “minoranza cattolica” dei “tradizionalisti” ai quali s’al­lude s’attiene al messale latino promulgato con Motu Proprio di Giovanni XXIII a inizi anni sessanta dove quella frase non compare perché epurata diversi anni prima. La Comunità Ebraica ha sollevato dubbi su un problema che sa bene non esistere più da mezzo secolo, mossa da quell’insopprimibile spirito ipercritico col­lettivo che la sprona a saltare alla ribalta in una perenne caccia ai moscerini negli occhi altrui, proprio come narrano i Vangeli.”
[Ariel Levi di Gualdo – Erbe amare]

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