TorreavveniristicaRacconta la Sacra Bibbia di quando gli uomini, che avevano allora una sola lingua, decisero di costruire “una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”. L’episodio è raccontato nel capitolo 11 della Genesi. Oggi sembra volersi progettare qualcosa di simile. Le motivazioni sono ovviamente diverse e le conseguenze, almeno stando al racconto biblico, di quella Babele (il cui nome ha preso a significare proprio questo) le stiamo ancora pagando: dispersione e disunità linguistica. Finita (forse) la moda dei grattacieli ecco il passo successivo: una torre alta 20 km. “Difficile anche solo azzardare il numero di piani che avrà la torre di 20 chilometri per ora solo nei piani di un’azienda canadese. Il progetto della Troth Technology è stato approvato dall’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti. “L’idea è di creare nuovo sistema per arrivare ai confini del cielo. Come? Con un semplice ascensore” ha detto il presidente e amministratore delegato Caroline Roberts, presentando le prime immagini della futuristica torre che, almeno per ora, resta un “sogno sulla carta“. [AdnKronos] Al grande fascino dell’impresa rimane la fattibilità, anche solo tecnica, di un’opera simile. Dalla pianura nel paese di Sennaar (dove fu edificata la torre di Babele) al Canada con la mai sopita voglia di ogni uomo di arrivare “ai confini del cielo”

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