Una donna alla guida del Viminale nel prossimo governo Conte: è la terza in ordine di successione

Luciana Lamorgese

Ci sarà una donna al Vimunale: l’ex prefetto in pensione Luciana Lamorgese è il nuovo ministro dell’Interno del Conte bis, sostenuto dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle. Lamorgese è la terza donna nella storia a ricoprire l’incarico di ministro dell’Interno dopo Rosa Russa Iervolino (nel governo D’Alema, tra il 1998 e il 1999) e Annamaria Cancellieri, in carica durante il governo guidato da Mario Monti fra 2011 e 2013. Lamorgese, una figura “tecnica” che non fa parte di alcun partito, otterrà l’incarico che oggi è ricoperto da Matteo Salvini, che per tutta la durata del primo governo Conte aveva promosso diverse misure controverse come i due cosiddetti “decreti sicurezza”, entrambi potenzialmente incostituzionali, e diffuso spesso notizie false o forzate in tema di immigrazione. Lamorgese ha 65 anni ed è originaria di Potenza, in Basilicata. Ha studiato Giurisprudenza ed è avvocato. Nel 1980 scelse la carriera di funzionaria entrando nel ministero degli Interni. Dopo una lunga carriera al ministero venne nominata prefetto nel 2003 e ha svolto l’incarico a Venezia e Milano. Dal 2013 al 2017 è stata capo di gabinetto al ministero dell’Interno con Angelino Alfano e poi con Marco Minniti. Il suo ultimo incarico è stato proprio alla prefettura di Milano, svolto per un anno e otto mesi fino al settembre del 2018. All’epoca, spiegò, le sue priorità erano: “Immigrazione, occupazioni abusive, microcriminalità e percezione della sicurezza”. In una delle rare interviste che diede in quel periodo, aveva detto al Corriere della Sera che gli sgomberi dei palazzi occupati erano “una priorità“, e parlò con una certa competenza del sistema di accoglienza e integrazione della città, spiegando ad esempio che “le espulsioni dei migranti irregolari sono un tema complesso che prevede un’identificazione certa della persona, che spesso è senza documenti, e la collaborazione negli Stati di provenienza.”

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