Un risarcimento arrivato fuori tempo massimo per una donna infettata da epatite C a causa di una trasfusione

Trasfusione

E’ una situazione paradossale quella che ha vissuto una donna di Latina per colpa di una trasfusione:  le trasfusioni hanno infatti salvato la donna dalla leucemia ma infettendola  con l’epatite C. La sentenza della Corte d’Appello di Roma, emessa nella giornata dell’ 8 ottobre, accogliendo la tesi della difesa rappresentata dall’avvocato Renato Mattarelli, ha sancito il fatto che a contagiare la donna di Latina sono state diverse trasfusioni di sangue somministrate nel 1974 e 1975, tra gli ospedali di Velletri e il Policlinico Umberto I di Roma.  La paziente aveva chiesto, quando era ancora in vita, il risarcimento del danno che le era stato riconosciuto da una sentenza del Tribunale di Roma emessa nel 2012. Contro quella sentenza  il Ministero aveva proposto un appello e la donna nel frattempo è deceduta senza ricevere mai i 130mila euro del suo risarcimento.  Una storia particolarmente drammatica perché la 69enne era stata infettata dalle trasfusioni somministrate negli anni ’70 che, se da una parte la salvarono dalla leucemia, dall’altra la infettarono. Il pericolo sembrava scampato fino a quando nel 2008 la donna ha scoperto di essere affetta da epatite C. Chiese ed ottenne subito un primo indennizzo mensile di circa 700 euro, previsto dalla legge 210/1992 a tutela dei danneggiati da emotrasfusioni, ma all’indennizzo è poi seguita l’ulteriore causa di risarcimento dei danni, terminata oggi con la conferma della vittoria. La morte della donna, avvenuta nel 2013, dovuta fra l’altro da una metastasi al fegato, apre la strada a un’altra inquietante probabilità: la causa di queste metastasi potrebbe essere legata ad un aggravamento dell’epatite C post-trasfusionale. Per questo la famiglia della paziente ha già da tempo incaricato l’avvocato Mattarelli di intraprendere una nuova causa contro il Ministero della Salute per far accertare che quelle trasfusioni degli anni ’70 non solo hanno provocato l’epatite C alla loro congiunta, ma l’hanno anche uccisa.

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