Un periodo oscuro della storia: la caccia alle streghe.

Dal medioevo in avanti, tantissime donne furono accusate di stregoneria dai tribunali statali ed ecclesiastici e poi torturate ed uccise, non lo si può prettamente considerare un fenomeno squisitamente medioevale, in quanto anche durante il Rinascimento si perpetrò questa barbarie. Dai dati storici le donne accusate di stregoneria che si ritiene siano stare bruciate tra il 1257 e il 1816 furono circa sessantamila ed appartenevano ad ogni ceto sociale, sia povere ed incolte ma anche benestanti ed emancipate. Potevano essere accusate di stregoneria a causa della loro vulnerabilità, poiché le si riteneva incapaci di resistere al diavolo, gli accusatori ugualmente erano di due tipi, da una Parte lo Stato sostenuto dal popolo in gran parte ignorante, dall’altra i teologi e filosofi che accusavano le donne di adorare il diavolo durante i riti di stregoneria. L’eresia sin dai tempi dell’Impero romano era sempre stata considerata un reato punibile con la pena di morte, per questo i martiri cristiani furono le prime vittime di questa carneficina. Papa Innocenzo III nel 1199, introdusse la propria forma di inquisizione, ai vescovi e ai legati pontifici fu affidata la ricerca degli eretici, mentre ai principi che detenevano il potere temporale venne devoluto l’affidamento del tribunale secolare. Dal 1240 il compito di giudicare gli eretici spettò esclusivamente al tribunale dell’Inquisizione, ( i cui giudici appartenevano agli ordini domenicani e francescani) gli inquisitori dopo aver catturato gli eretici, dovevano raccogliere elementi sufficienti per condannarli. La repressione più massiccia della stregoneria da parte dal tribunale dell’Inquisizione avvenne tra il 1480 e il 1520, poi tra il 1580 e il 1630 si utilizzò questo sistema anche per reprimere le donne che grazie alla nascente classe borghese miravano ad emanciparsi. Per estorcere la confessione, si ricorreva alla tortura, soprattutto con la corda, si sollevava in aria la vittima che rimaneva sospesa con le braccia legate dietro la schiena. Spesso le presunte streghe erano sottoposte a brutali violenze sessuali, altre volte erano costrette alla tortura dell’insonnia o dell’acqua (dovevano ingerire dai 6 ai 12 litri). In Europa la metà dei processi per stregoneria si concluse con la condanna a morte e lo strumento prescelto era il rogo, riservato in genere agli eretici e ai seguaci di Satana, dove non si giungeva alla condanna a morte, la vittima era condannata a pene atroci come l’accecamento, la mutilazione, l’estirpazione della lingua o la marchiatura a fuoco.
Rino R. Sortino

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *