UN ILLUSTRE FIGLIO DI FORMIA CHE FU: L’INGEGNER CARLO CHIOTA

Carlo Chiota
Carlo Chiota
Visitatori presenti alla mostra
Visitatori presenti alla mostra
Carlo Chiota da giovane
Carlo Chiota da giovane
Grafico ricostruzione di Formia nel secondo dopo guerra
Grafico ricostruzione di Formia nel secondo dopo guerra
Inaugurazione Fontana Villa Comunale Umberto I
Inaugurazione Fontana Villa Comunale Umberto I
Ingresso Mostra Chiota
Ingresso Mostra Chiota
Largo Domenico Paone negli anni 30
Largo Domenico Paone negli anni 30
Matrimonio di Carlo Chiota con Gelsomina Bartolomeo
Matrimonio di Carlo Chiota con Gelsomina Bartolomeo
Piazzetta delle Erbe
Piazzetta delle Erbe

L’Associazione Mola in  festa ha aperto i festeggiamenti dell’estate del 2015 dedicando il convegno ad un illustre figlio della nostra città: l’ingegnere Carlo Chiota. Per quanto riguarda il convegno ci sarà un pezzo a parte mentre una mostra è stata dedicata nei locali prospicienti la pinetina Ginillat. Ma chi era Carlo Chiota? Nato appunto a Formia il 22 settembre del 1898 da Giuseppe ed Elisabetta Grasso. Il padre era stato un insegnante di valore poi ispettore scolastico ed un uomo di immensa cultura che è stato autore di numerosi scritti e poesie dove emerge molto forte l’amore per Formia. Il 6 giugno 1934 sposa Gelsomina Bartolomeo che gli dona i figli Giuseppe del 1935 e Pasquale del 1937, ancora viventi.

Fin qui la sua vita privata. La sua figura professionale di ingegnere si inserisce nel quadro di una trasformazione politica dove l’ultimo sindaco democraticamente eletto Giuseppe Luigi D’Henry, ma la sua amministrazione viene presa di mira dai fascisti ed il prefetto per evitare disordini destituiti il sindaco D’Henry e nomino commissario prefettizio il Cavaliere Giovanni Adriano che come prima cosa per risolvere alcune situazioni chiamo in ruolo come segretario Antonio Novelli e come dirigente dell’Ufficio Tecnico l’ingegnere Carlo Chiota, che assunse servizio nel 1925. Nel 1927 venne nominato podestà il commendatore Felice Tonetti, che avendo capito le potenzialità della città punta su elementi di primo ordine: Turismo, Cultura, Sport, Igiene, Urbanistica. Ed allora Carlo Chiota divenne il capo dell’Ufficio Tecnico. Le opere progettate dall’ingegnere su sollecitazione del podestà Tonetti erano: nel 1930 l’edificio scolastico di Castellonorato e di Maranola, nel 1932 la sistemazione del mercato di frutta e verdura e lo scalo di Alaggio in Largo Domenico Paone per i pescatori detta la Banchina, nel 1933 il largo Ponte di Mola (oggi piazza Risorgimento), nel 1935 la pavimentazione del sagrato della Chiesa di Sant’Erasmo, nel 1936 la realizzazione del palco per gli spettacoli dove la banda cittadina si esibiva ogni giovedì, sabato e domenica e della fontana luminosa della Villa Umberto I,la prima in tutta la regione, inaugurata alla presenza della principessa Mafalda di Savoia (la Savoia sepolta a Buchenwald). Ma anche la progettazione e la realizzazione delle fogne e dell’acquedotto per l’acqua corrente destinata agli alloggi dei cittadini formiani. Venne la seconda guerra mondiale e dal 9 settembre del 1943 al 18 maggio del 1944 Formia subì rappresaglie, bombardamenti, sevizie di ogni genere sui cittadini e sulla città, tanto che per molti tratti erano solo macerie. Dal 1950 il commissario Domenico Dal Prato incarico Carlo Chiota della ricostruzione della città e tra i progetti eseguiti ricordiamo: la costruzione di appartamenti per i dipendenti comunali, sistemazione di Piazza della Vittoria, sistemazione di piazza del Municipio, piazza Santa Teresa, Via Vitruvio e piazza Mattej. Nel 1952 si cominciarono altre opere, tra cui la strada per collegare via XX Settembre con la stazione ferroviaria, ma mentre facevano i lavori scoprirono l’anfiteatro romano che già allora venne sottoposta a vincolo archeologico, ed ancora è rimasto li, nonostante l’avvio dei lavori in epoca recentissima, A Castellone il basolato di Via della Torre e dia Piazza Santa Anna. Ma non solo queste opere: l’asilo infantile di Maranola, Piazzale Caetani a Castellonorato, la strada Castellonorato- Penitro, la ricostruzione dell’edificio in Piazzetta delle Erbe (già Piazza Italo Balbo), sistemazione di Piazza Mattej, edificio scolastico ad Acquatraversa, edificio scolastico in Via Rio Fresco. Nel 1959 venne chiamato a sostituire Chiota, tramite un concorso pubblico, il geometra Giuseppe Marciano che gradatamente lo sostituì nel 1959. Il suo capolavoro più grande fu la ricostruzione di Via Rubino convincendo i frondisti ad arretrare ala loro posizione per allargare la strada (ricordiamo circa 20 anni fa la questione della allargamento dell’attuale superstrada che fu oggetto di discussioni e di ricorsi legali). Carlo Chiota morì nella sua amata Formia il 26 maggio del 1965 tra il cordoglio sincero di quanti in vita avevano riconosciuto la sua personalità onesta e la sua ineguagliabile competenza professionale.

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