“C’è una regola per cui basta entrare allo stadio
e diventare persone sbagliate”
[L. Carboni – Bologna ha una regola]

Curva VuotaUn derby, quello tra Roma e Lazio del prossimo 8 novembre, che si prospetta sarà deserto, o quasi. Infatti entrambi i gruppi organizzati delle rispettive curve hanno rilasciato un comunicato in cui si dichiara che non si entrerà allo stadio. E sarà un bel da farsi per le telecamere delle tv per non mostrare quello che è il frutto legittimo di uno scempio e di una persecuzione che si sta perpetrando contro Roma e i romani. Una persecuzione fatta di assurde motivazioni di sicurezza che invece che tutelare i tifosi li considera preventivamente dei criminali contro i quali scatenare la frustrazione di non poterli condannare perché colpevoli, ma poterli infastidire perché romani e in quanto tali vittime di una leggenda metropolitana mediatica che li vede come i più pericolosi dei tifosi del pianeta terra. Poi basterebbe ricordare di accoltellamenti e lanci di bombe carta in altre, anche civilissime, città; ma questi fatti li si è fatti passare il più possibile sotto silenzio per rispondere a determinate esigenze di potere. Certo, i tifosi che hanno sottoscritto un abbonamento e che solo dopo si sono visti cambiare le regole e le leggi, subiranno un danno economico gravissimo che le società calcistiche di Roma e Lazio non sembrano interessate a tutelare. E allora che se la cantino e se la suonino come vogliono. Come giustamente rivendicano i tifosi, la dignità non si può comprare. Hanno colpito, e stanno continuando a farlo, i tifosi; queste saranno le conseguenze. Un triste stadio vuoto. Il gioco del calcio sarà solo una questione di business, telecamere e diritti tv. Società, stato e media possono festeggiare. Roma, per l’ennesima volta, ha perso. Chissà se un giorno ritroverà vita.

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