Ucciso un maliano nel Vibonese sindacalista dell’Usb

Soumali

E’ certamente un delitto ordinato dalla criminalità organizzata: un cittadino del Mali, Sacko Soumali, di 29 anni, è stato ucciso e due connazionali sono rimasti feriti in un agguato avvenuto a San Calogero in Calabria. Il fatto è accaduto in località Ex Fornace dove i tre si trovavano, secondo la ricostruzione fatta dalla  Prefettura di Reggio Calabria, all’interno di un capannone abbandonato dove stavano recuperando delle lamiere da utilizzare, probabilmente, per una capanna. L’assassino  si trovava nascosto presumibilmente dietro le mura diroccate di un casolare a 60 metri di distanza, da dove ha preso la mira e fatto fuoco. A quanto scrive Il quotidiano Vibonese, Soumali era un attivista dell’Unione sindacale di base. Un ragazzo da sempre in prima fila nelle lotte per difendere i diritti dei braccianti agricoli sfruttati nella Piana di Gioia Tauro e costretti a vivere in condizioni fatiscenti nella tendopoli di San Ferdinando. E proprio l’Unione sindacale di base, per protestare contro l’azione di fuoco, ha indetto per  lunedì 4 giugno, una giornata di sciopero dei braccianti agricoli Il 29enne è stato colpito alla testa da una fucilata, è stato soccorso dal 118 e trasportato nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Reggio Calabria dove però è deceduto. L’agguato, secondo il racconto dei sopravvissuti sarebbe avvenuto all’improvviso. Dopo aver colpito Soumali, il cecchino avrebbe preso la mira ancora e sparato contro l’altro giovane colpendolo alle gambe. Poi l’assalitore, “di pelle chiara”, sarebbe risalito sulla sua macchina, una “Panda bianca”, modello vecchio, come hanno riferito i feriti, e si sarebbe allontanato. Tutti e tre, secondo la ricostruzione dei Carabinieri della Compagnia di Tropea che conducono le indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Vibo Valentia, erano residenti regolarmente in Italia, lavorano nei vicini campi agricoli e vivono a San Ferdinando (Reggio Calabria) nella baraccopoli. Sull’episodio hanno avviato indagini i Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia. L’omicidio, secondo le prime ipotesi su cui sta lavorando la Procura, potrebbe essere legato ad una vendetta per il furto di alluminio ma non si esclude nessuna altra ipotesi. Gli inquirenti stanno cercando di arrivare al colpevole, anche con l’ausilio delle telecamere che si trovano nelle zone circostanti.  Subito dopo il fatto, a tarda sera, a Reggio si è svolta una riunione d’urgenza del coordinamento delle forze di polizia: è stata convocata in serata nella Prefettura in considerazione del fatto che i tre risulterebbero dimoranti nell’area di San Ferdinando. Al termine della riunione è stata programmata l’ulteriore intensificazione dei controlli nell’area che ospita la tendopoli. Nella zona, comunque, la situazione è tranquilla, sia nella tendopoli ufficiale, dove vivono circa 800 migranti, che nella baraccopoli distante poche centinaia di metri dove ne vivono attualmente altri circa 2-300, mentre il picco si raggiunge nel periodo invernale.

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