Sulla copertina in bianco e nero del New York Magazine ci sono ben 35 donne sedute una accanto all’altra, con lo sguardo fisso in avanti e l’indice invisibile puntato contro l’attore Bill Cosby, conosciuto da tutti come l’amatissimo padre dei Robinson e accusato di violenze e molestie sessuali. L’attore statunitense avrebbe sedato e drogato le sue vittime per poi approfittarsi della situazione. Sono, in realtà, oltre quaranta le donne che hanno subito violenze da Cosby e che, nel corso del tempo, dagli anni settanta fino al 2004, hanno preferito il silenzio e l’omertà perché di fronte a sé hanno trovato un muro di indifferenza atto a difendere la figura dell’icona televisiva. Ma le cose negli ultimi tempi stanno cambiando. A detta di una delle vittime, Bill Cosby non possiede più il controllo dei media come un tempo, la percezione che si ha di lui non è più quella di un grande comico ma di uno stupratore seriale. Una delle donne, vittima di violenza da parte dell’attore, Lili Bernard, ha raccontato alla rivista che nei primi anni Novanta, quando aveva circa 25 anni, Bill Cosby è stato il suo mentore”. Il racconto continua con questa testimonianza: “Ha guadagnato la mia fiducia totale e poi mi ha drogato a mia insaputa. Mi ha violentato. Non credo proprio fosse pazzo. Aveva il controllo totale del suo comportamento”. Mentre Chelan Lasha,che sostiene di essere stata aggredita sessualmente da Cosby quando aveva diciassette anni, afferma: «Non ho più paura ora mi sento più forte di lui». Il 78enne attore non è mai stato incriminato e ha sempre negato ogni addebito. Tuttavia, in una testimonianza giurata del 2005, in una causa intentata da una ex dipendente della Temple University, Andrea Constand, che sosteneva di essere stata drogata e molestata dall’attore, Cosby aveva ammesso di aver comprato farmaci sedativi per abbassare la resistenza delle donne con cui voleva fare sesso e di averle poi pagate per mantenere il silenzio. Gli avvocati dell’attore hanno però precisato che il loro assistito ha solo ammesso di essere una delle tante persone ad avere introdotto il Metaqualone, farmaco con azione sedativa-ipnotica, nella sua vita sessuale durante gli anni ‘70, ma sempre con il consenso di entrambe le parti. Storie di donne che, dunque, si incrociano, volti di vite parallele , età differenti, racconti di soprusi diversi eppure così terribilmente uguali. Guardando la copertina in bianco e nero del New York Magazine ciò che colpisce lo sguardo e il cuore di una donna è quella sedia vuota, metafora di una violenza che non avrà mai fine se non si ha il coraggio di denunciare. Una catena terribile destinata a perpetrarsi nel tempo e nello spazio. Quella sedia vuota attende la prossima vittima e resta così sospesa in un tempo indefinito impressa per sempre dallo scatto di una fotografia che resta stampata nella nostra memoria e che ci fa riflettere. Una sedia vuota che non riusciamo a cancellare. Per ora.
Barbara Scudieri

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