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Gianluca Magni è un attore italiano con tanti anni di carriera alle spalle, ed un back ground di tutto rispetto, nel suo ultimo film “Prigioniero della mia libertà” ha recitato con un cast d’eccezione quale Giancarlo Giannini, Giorgio Molla, Martina Stella e Lina Sastri, confermando di essere giunto ad una completa maturità di uomo e d’artista. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo più da vicino ed è sorta una conversazione interessante, dove oltre a trattare dei suoi programmi attuali e futuri, si sono affrontate tematiche importanti e ci ha raccontato com’è nata la sua passione per la recitazione che l’ha condotto a raggiungere traguardi importanti.
-Buongiorno Gianluca parlaci dei tuoi inizi, come si è creata questa tua passione per il cinema e dove hai appreso l’arte della recitazione?
Già da bimbo dimostravo una certa predisposizione alla recitazione, ma in realtà i miei inizi nei confronti dell’esibizione in pubblico sono stati nella pubblicità come modello a Milano e nel frattempo studiavo al Centro Teatro attivo di Milano, in seguito feci uno stage a Milano con l’Actor’s studio dove mi sono specializzato studiando tutto ciò che serve alla formazione professionale di un artista, dizione, recitazione, poi durante le vacanze di Natale mentre stavo svolgendo dei corsi presso la scuola di Teatro di Milano, un’amica mi avvertì che un regista Lawrence Webber stava preparando un film dal titolo “Lucrezia Borgia”. A quel punto mi recai in produzione e dopo esser stato scrutato dal regista, questi mi rivelò che potevo andare bene nel ruolo di messo papale e mi chiese se mi piaceva andare a cavallo. Certo risposi io, in verità non c’ero mai salito sopra uno, “ma sai in questi casi se non ti butti non riesci a fare effettivamente qualcosa”, quindi effettivamente il mio esordio cinematografico lo si può far risalire agli inizi degli anni 90 con il film su Lucrezia Borgia nel ruolo di messo papale.
-Oltre alla tua professione di attore, poi sei stato impiegato anche in altri ruoli vero?
Si ho condotto alcune serate come presentatore e anche lì la cosa è nata per caso, perché in una delle mie ultime sfilate di moda come modello, per una casualità il presentatore rimase coinvolto in un incidente di macchina per fortuna di lieve entità, ma quella sera, non stava nelle condizioni psicologiche tali da poter salire sul palco e quindi l’organizzatore a due ore dall’inizio della sfilata mi chiese se me la sentivo di presentare e quindi di sostituirlo. Così per caso è sorta questa mia nuova “professione” di presentatore, che mi ha consentito di condurre eventi di vario genere, dalle sfilate di moda, alle selezioni di miss, così come discussioni politiche
-Oggi puoi dire di essere grato a qualcuno nel campo artistico che ti ha dato quel qualcosa in più che serve per affinare la professione di attore?
Innanzitutto ciò che sono lo devo a me stesso, perché io non sono un figlio d’arte e nemmeno ho parenti e amici nel mondo cinematografico, la mia carriera la devo solamente alla mia perseveranza e al mio desiderio di continuare in questa bellissima attività che mi offre sempre emozioni nuove. Ricordo gli inizi quando andavo spesso sui set a guardare e osservare come gli interpreti recitavano, questo è stato importante al fine di metabolizzare lo stile degli attori, comunque se deve specificare una persona in particolare che mi dato tanto sotto l’aspetto professionale, allora mi viene facile indicare Rosario Errico il regista cinematografico che ha creduto in me, consentendomi di lavorare accanto ad attori del calibro di Nino Manfredi, Giancarlo Giannini e Jordi Molla. Questi grandi personaggi con cui ho avuto modo di stare a contatto, sono stati tutti uno stimolo al fine di aggiungere alla mia capacità altre esperienze, poi mi preme anche rammentare Gianni Minello un regista che mi offrì l’opportunità di far parte di un importante film dal titolo “omaggio a Pasolini” (dove io recito il ruolo di omosessuale), in cui recitavano anche attori dei celebri film del passato “pasoliniani” da Laura Betti a Franco Citti.
-Ti ispiri eventualmente nelle tue performance a qualche attore in particolare?
Cerco di essere soprattutto me stesso nella recitazione, perché la copia di qualcuno credo che non interessi a nessuno, ma se devo pensare ad un attore italiano al pari dei grandi attori americani, che ha sempre suscitato in me un grande interesse, penso a Gian Maria Volontè che adesso non è più di questa vita, ecco lui per me è stato un grosso punto di riferimento.
-Che ci puoi dire del grande attore Giancarlo Giannini che hai avuto modo di conoscere da vicino sulle scene cinematografiche?
Giancarlo Giannini che ho avuto modo di frequentare anche al di fuori del set è una persona che puà essere allo stesso tempo socievole e anche taciturna a volte, ma sicuramente ha la taglia e l’esperienza del grande attore professionista.
-Ci puoi parlare dell’importante film in cui recentemente hai partecipato e che riuscirà nuovamente nelle sale cinematografiche?
E’ già uscito e continuerà ad uscire visto che è piaciuto molto ai gestori delle sale, “Prigioniero della mia libertà”, una pellicola girata in tutta Italia, che è stato rimessa sul mercato dal 7 di giugno per una ulteriore settimana. Il film piace soprattutto perché tratta un tema scottante, quello degli errori giudiziari e rivela quanto un uomo possa soffrire nel subire un’ ingiustizia, a mio parere è stato molto bravo il regista Rosario Errico a cogliere gli aspetti più intimi del protagonista per dimostrare la sofferenza interiore dell’uomo. Il film è da andare a vedere, poichè questo è un tema attuale, cui potrebbe incorrere qualsiasi persona, pertanto fa riflettere, oltre alla mia presenza, nella pellicola c’è la partecipazione di grandi attori del calibro di Giancarlo Giannini, Giorgio Molla, Martina Stella e Lina Sastri.
-Quali sono i programmi futuri, che intendi realizzare nel breve termine?
Uscirà entro breve un cortometraggio molto bello dal titolo “Giovani italiani” (con la regia di Alessandro Panza, un regista noto, per aver lavorato anche in Rai) che è già indiziato a partecipare a festival importanti, nel mio ruolo interpreto quello di un preside di un istituto e il tema principale tratta dell’inserimento dei ragazzi stranieri nelle scuole e nel sistema sociale italiano. Come si può intuire, ormai questo è un argomento di forte attualità anche in considerazione del fatto che il nuovo governo intende far la lotta agli stranieri irregolari. Inoltre è in preparazione un film con una mia sceneggiatura che si intitola “la forza di cambiare”, con una produzione del nord, la VRM di Angelo Modila che è una storia molto bella e a lieto fine che dimostra quanto un uomo seppur cattivo all’ennesima potenza, grazie all’amore e alla fede possa cambiare e diventare un uomo diverso, buono, socievole e comprensivo, che addirittura si ritrova ad aiutare persone giovani che come lui che avevano avuto la sfortuna di cadere nella malvagia rete della malavita. Pertanto si tratta di un messaggio positivo di speranza, per tutte quelle persone che hanno avuto problemi seri, poi in occasione della stagione estiva, sicuramente mi arriveranno proposte di presentare serate di selezioni di miss e sfilate di moda in giro per tutta Italia.
-Della Toscana, la regione in cui sei nato, cosa ci puoi dire?
Io sono pisano, ma ho avuto la fortuna di crescere in campagna con i nonni e di assaporare veramente la natura e la vita, questo circostanza mi ha consentito di non di crescere davanti ad una realtà virtuale di un computer come i ragazzi di oggi, ma di osservare i cambiamento delle stagioni e di conseguenza degli alberi, con il meraviglioso spettacolo dei tramonti e delle albe. Ho vissuto veramente la vita a tutto tondo, che mi ha consentito di sviluppare il mio senso artistico che avevo sin da ragazzino, la Toscana inoltre come tutti sanno è una regione molto bella dove si mangia bene e quando posso, ci ritorno sempre con gioia perché l’aria delle mie radici, fa stare bene alla mia anima e alla mia mente. La Toscana inoltre, la si può considerare come riserva naturale, un set cinematografico a cielo aperto naturale, perché nel giro di pochi chilometri, può racchiudere mare, montagna, collina, Alpi come la zona della Versilia, pertanto credo che sia l’unica zona d’Italia che abbia tutte queste bellezze nel giro di trenta, quaranta chilometri.
-A conclusione di questa chiacchierata Gianluca, c’è qualcosa che ci tieni a far conoscere ulteriormente al tuo pubblico?
A mio parere, nello svolgere la professione d’artista, oltre che un lavoro, io non posso fare a meno di considerarlo al pari di una missione, perché chi svolge un “mestiere” pubblico, deve avere in se stesso anche una coscienza civile e quando è possibile, è il caso che faccia anche qualcosa per chi ha necessità e non ha capacità e opportunità di fare, quindi gli artisti quando possono dovrebbero rivolgere il loro impegno anche per il sociale.
-Grazie Gianluca

Rino R. Sortino

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