IlBigotto2Un cattolico per essere tale dovrebbe trovarsi a suo agio sia se nato nel I secolo, sia nel IV, così come nel X, che nell’ultimo. O in ogni epoca o non è cattolico, ma altro. Questa affermazione rievoca i sacrosanti principi di san Vincenzo da Lerino che, nella loro ovvietà, sono troppo spesso ignorati. Viviamo in un’epoca strana per noi bigotti. Viviamo in una Chiesa dove l’assurdo e la follia certificata vogliono essere spacciate, come si fa con le droghe, per vere. Il problema maggiore di queste presunte verità è proprio la loro contraddizione con la storia. Esse poi possono essere confutate a livello teologico, dogmatico e magisteriale, ma molto spesso basta anche un minimo di buon senso. Com’è possibile che ciò che era vero ieri oggi non è più valido? E com’è possibile che ciò che si pretende essere vero oggi non lo è mai stato nella bimillenaria storia della Chiesa? Ovviamente non si parla di dove risiede il Papa, di come Egli veste o di cose accessorie, ma di verità di fede, di modi di considerare Dio e l’uomo, di come santificarsi e salvarsi. Sono cose ovvie, ma il problema tremendo di questo periodo storico è che si deve perdere tempo a ricordare le cose evidenti. Eppure oggi vanno di moda personaggi (di cui per prudenza tacciamo il nome e i riferimenti, ma sono arcinoti) che mettono la storia della Chiesa tra parentesi (314-1962) con la contraddizione odiosa che costoro sono benedetti, mentre chi (con almeno una serie di motivazioni solide e credibili, a prescindere se condivisibili) sostiene che dal 1962 ad oggi le cose non vanno viene maledetto più o meno solennemente e pubblicamente. È il solito discorso delle contraddizioni delle ideologie. Le parentesi sono sbagliate sempre o solo quando fa comodo? Tra l’altro entrambe queste realtà sono floride a livello numerico. Eppure, ripetiamo, non vi è stesso trattamento. Si arriva così al punto che ognuno fa della fede ciò che vuole, ostentando anche la strafottenza e l’arroganza figlio del lassismo dell’autorità ecclesiastica, prendendo ciò che piace o gli sembra ragionevole per la sua esistenza, per poi riconsegnare parti di dottrine e sostituirle con altre. Trovate due cattolici che credono le stesse cose e avrete assistito a un miracolo. Questo ‘mancato miracolo’ però non è la conferma dell’infondatezza della verità cattolica, quanto la dimostrazione che più si abbandona la verità (per cercare l’esperienza come scriveremo in un prossimo articolo) più si finisce nell’arbitrio. Ognuno percorra la strada che meglio creda, ma si permetta a chi vuol essere cattolico di esserlo come lo si è sempre stati. E di sfruttare ed esercitare questo meraviglioso tesoro nell’epoca in cui viviamo. La tenacia con cui ci si scaglia contro la dottrina cattolica, scardinandola, mettendola tra parentesi, aggiornandola e liquidandola in ogni dove e su ogni fronte è la conferma, per noi bigotti, che i benpensanti liberi pensatori, i paladini della libertà di pensiero, religione e parola, sono nel torto e, per motivazioni a noi ignote, si accaniscono contro quello per cui noi vogliamo semplicemente persistere. Noi bigotti persisteremo, non si illudano. Se sono coerenti ci lasciassero la libertà di farlo, altrimenti scendessero dal loro piedistallo di menzogne e si confronti serenamente. Ma dubito siano capaci di farlo. Forse sono bigotto anche per questo.

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