Gloria Pompili

Cosa è veramente accaduto a Gloria Pompili, questo è il nome della giovane donna residente a Frosinone ma che ha trovato la morte giovanissima in quel di Prossedi, lasciando due figli di tenera età di 5 e 3 anni, che adesso sono affidati ad una casa famiglia in attesa di trovare una sistemazione definitiva. La giovane, che si prostituiva sulla Nettunense tra Aprilia e Nettuno, si trovava in auto con due persone, una parente e il compagno di quest’ultima, egiziano, entrambi gestori di una frutteria ad Anzio. Stava tornando verso Frosinone quando avrebbe avvertito un malore. L’auto si è fermata davanti a un hotel, sono stati chiamati i soccorsi ma all’arrivo dell’ambulanza era troppo tardi: la giovane era morta. In auto c’erano anche i due figli della vittima. Sul suo corpo sono state riscontrate diverse ecchimosi. Il sospetto è che la donna possa essere stata picchiata durante un incontro con un cliente, come lei stessa avrebbe raccontato ai parenti quando si è sentita male, prima di morire. La presunta aggressione sarebbe avvenuta in una stanza d’hotel di Nettuno. Da lì sarebbe stata prelevata dai familiari per essere riportata a casa a Frosinone: perché non è stata subito portata in un pronto soccorso? Gli investigatori non escludono neanche che la tragedia possa essersi consumata in ambito familiare. Di contro la famiglia nega la ricostruzione degli inquirenti e invece imputa l’aggressione a una persona che Gloria conosceva bene. Qualche chiarimento potrebbe arrivare dall’analisi del telefonino di Gloria, dove sono conservate le ultime conversazioni prima di morire. Un forte trauma addominale con emorragia, un trauma toracico e anche cranico. Lesioni interne ed esterne compatibili con un vero e proprio pestaggio. Una violenza terribile che ha provocato la morte di Gloria Pompili. E’ questo l’esito dell’autopsia, eseguita dal medico legale Maria Cristina Setacci, sul corpo della 23enne di Frosinone, deceduta nella notte tra mercoledì e giovedì mentre si trovava in auto con alcuni familiari. Sono stati proprio loro, una parente stretta e il suo convivente egiziano, a raccontare agli investigatori che la ragazza si prostituiva tra Anzio e Aprilia e che quella sera, quando i due erano andati prenderla per riportarla a casa, aveva raccontato di essere stata picchiata da un cliente. I Carabinieri del Comando Provinciale di Latina hanno ascoltato l’egiziano che era alla guida dell’auto e la parente della vittima per cercare di ricostruire il quadro di quanto accaduto. E’ possibile che la giovane sia stata picchiata durante un incontro con un cliente o che non abbia rispettato particolari equilibri nel mondo della prostituzione e sia stata picchiata da un protettore. Nessuna ipotesi al momento è esclusa e si continua ad indagare anche a partire dai tabulati telefonici.

 

 

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