Tre sottoufficiali dell’Aeronautica a Latina sono stati accusati di peculato: a giudizio

Il Gip La Rosa

Hanno gettato un’ombra nell’arma dell’Aeronautica militare a Latina: sono stati accusati di associazione a delinquere finalizzata al peculato militare e ricettazione tre militari dell’Aeronautica Militare in servizio presso il 70esimo Stormo di Latina e un dipendente della Sicamb di Latina scalo finiti in un’inchiesta della Procura della Repubblica su un traffico di pezzi di ricambio per aerei. Nella mattinata del 4 luglio al termine della camera di consiglio il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale Mario La Rosa, a conclusione della camera di consiglio, ha rinviato a giudizio il luogotenente dell’Aeronautica Cesario Pecovela, il maresciallo Salvatore Caserta, il luogotenente Augusto Scellino e Luigi D’Ambrini di Sezze, impiegato presso l’azienda di Latina Scalo che forniva all’Aeronautica i seggiolini: i quattro dovranno comparire davanti al primo collegio penale del Tribunale il 19 febbraio del prossimo anno. Al centro dell’inchiesta,che è  partita da Varese e poi incardinata nel capoluogo pontino tra magistratura militare e ordinaria, c’era la vendita di parti elettroniche e meccaniche di aeromobili militari ufficialmente “dismessi” trafugate e vendute in Italia e all’estero su un mercato parallelo attraverso l’intermediazione del dipendente della Sicamb: l’ipotesi è che i pezzi venivano prelevati presso un magazzino dichiarati impiegati su aeromobili in linea di volo, oppure fatti figurare come inefficienti sfruttando l’assenza di controllo sull’effettivo consumo demandato agli stessi operanti. All’epoca dei fatti, nel 2015, D’Ambrini e il maresciallo Caserta erano stati arrestati.

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