Torino, scoperta evasione da oltre 30 milioni: 79 dipendenti “delocalizzati” all’estero

Comando Finanza di Torino

Una mancata presentazione di dichiarazione dei redditi da parte di una società di trasporti ha attirato l’attenzione della Guardia di Finanza di Torino. Ad attirare l’attenzione dei finanzieri i rapporti dell’azienda con due società romene alle quali risultavano essere commissionati i servizi di trasporto. Inoltre, tra i soci e gli amministratori delle aziende estere figuravano un socio della società italiana, un lavoratore dipendente di quest’ultima e suoi familiari. Gli accertamenti svolti hanno dimostrato che sia gli autisti sia i camion delle imprese estere erano, in realtà, impiegati direttamente dall’autotrasportatore piemontese. In tal modo l’autotrasportatore si garantiva l’accesso a regimi fiscali e previdenziali più vantaggiosi di quelli nazionali, quali sono quelli romeni, col risultato di potersi collocare sul mercato a prezzi notevolmente inferiori rispetto ai concorrenti italiani operatori del settore. Per celare  la reale natura delle prestazioni i responsabili avrebbero emesso false fatture e prodotto falsi contratti di locazione degli automezzi. Gli elementi raccolti dai Finanzieri, condivisi dai riscontri eseguiti dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Torino che ha interessato l’omologo organo rumeno nell’ambito di una cooperazione internazionale, hanno consentito di ricondurre a ‘unicità d’impresa’ l’attività delle società romene con quella piemontese attribuendo in capo a quest’ultima il rapporto di subordinazione di ben 79 lavoratori, solo formalmente dipendenti delle imprese estere. Questo ha determinato la contestazione di un’evasione contributiva e assicurativa per circa 2 milioni di euro.

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