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La parola “tic” venne utilizzata per la prima volta da medici veterinari del passato, nei riguardi di cavalli nervosi con il vizio di battere insistentemente la mandibola sul bordo della mangiatoia producendo il caratteristico rumore tic tic tic, poi, dall’inizio del XVIII secolo, il termine venne usato anche per l’uomo quando compiva movimenti ripetuti e incontrollati. Chi soffre di tic vive situazioni imbarazzanti, spesso viene esortato a smettere ed è soggetto di ilarità e derisione, nel caso attui una forma di autocontrollo, lo sforzo di volontà necessario a trattenere il tic comporta una tale dose di fatica da rischiare di peggiorare il problema. Gli esperti suddividono i tic nervosi in due categorie, i tic motori e i tic vocali: i tic motori consistono nella ripetuta e rapida contrazione di uno o più muscoli come strizzare gli occhi e fare smorfie, i tic vocali invece si manifestano con la ripetizione di parole dette senza intenzione. Questa problematica interessa soprattutto il mondo giovanile: il 20 per cento di ragazzini delle elementari e medie, è afflitto dalla ripetizione di gesti che hanno la funzione di rassicurazione e scaricamento delle tensioni legate alla difficoltà della crescita, poi terminata questa fase, generalmente si ha l’attenuazione dei sintomi, ma qualora persistono da adulti, questi ripropongono un disturbo del passato che ebbero tra i 4 e i 6 anni. Il mondo dello spettacolo, spesso, ha giocato con successo sulle parodie di questi continui gesti nervosi, in alcuni casi, i tic si manifestano per periodi relativamente brevi per scomparire nel giro di un anno, in altri possono accompagnare la vita della persona per periodi più lunghi. Studi all’avanguardia riconducono il problema a un’alterazione di alcuni neurotrasmettitori cerebrali, chi è affetto da questo disturbo, soffre anche di altri disturbi di comportamento e emotivi, fra i quali l’ansia, la depressione e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. I tic passeggeri o di lieve entità sarebbero legati a una bassa produzione di serotonina, l’ormone associato al buon umore, per cui molti farmaci indicati per il disturbo da tic agiscono sulla serotonina. Nei nostri tempi per fortuna, gli psicologi possono essere d’aiuto con interventi che riescono ad essere risolutivi, nei casi più lievi, i terapeuti indirizzano i pazienti verso un training di rilassamento, concentrato soprattutto sulla respirazione e sui muscoli coinvolti nel tic, nei casi più gravi da effettuarsi presso centri specializzati, si può ricorrere alla terapia farmacologica a base di psicofarmaci.
Rino R. Sortino

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