Terremoto a Catania il 26 dicembre: crolli e feti nell’area etnea

C’è stata una notte di paura nella provincia di Catania, perché dopo lo sciame sismico provocato dal risveglio dell’Etna, alle 3.19 del 26 dicembre la terra è tornata a tremare in maniera decisa e violenta: una scossa di magnitudo 4.8, con epicentro a Via Grande, nel nord della città, dove sono stati registrati crolli e almeno 10 feriti. Secondo quanto riferito dall’Ingv (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia), la scossa ha avuto epicentro a 2 chilometri a nord di Viagrande, sul versante dell’Etna, e ipocentro a un chilometro di profondità. Il terremoto è stato il più forte, assieme a un altro di magnitudo 3.3 (4 chilometri a nord di Aci Sant’Antonio all’1,09), di uno sciame sismico che dalla mezzanotte è stato registrato sui versanti del vulcano. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi, riferisce in una nota: ”Stanotte la terra ha tremato vicino a Catania, probabilmente legata alle attività vulcaniche dell’Etna. La macchina della protezione civile e dei soccorsi è già operativa da stanotte e il capo, ing. Angelo Borrelli che mi sta aggiornando costantemente, è già in viaggio per raggiungere Catania. Dalle prime notizie fortunatamente non risultano deceduti, una decina di feriti, e alcune case crollate. Sarà garantita – assicura – la massima assistenza e immediata sistemazione a chi ha visto crollare la propria casa, per tutti gli altri saranno allestiti luoghi sicuri di ritrovo. L’Etna rimane sempre un vulcano pericoloso e questo nostro paese purtroppo è molto fragile”. I centri più colpiti dalla scossa sono Fleri, frazione di Zafferana Etnea, Santa Venerina, Pennisi e Santa Maria La Stella. A Fleri diversi edifici hanno riportato lesioni e gravi danni, due persone sono state estratte dalle macerie di una palazzina crollata e hanno riportato alcune ferite lievi. I soccorritori stanno verificando le eventuali criticità degli edifici lesionati.Danni anche a Santa Venerina, dove sono caduti calcinacci dalla chiesa madre, Santa Maria del Carmelo in Bogiardo. Sempre a Santa Venerina è anche crollata, dal campanile della chiesa del Sacro Cuore, la statua della Madonna, che era stata risparmiata dal terremoto del 2002. Molta paura e qualche danno anche a Zafferana Etnea e nei centri dell’acese, tra i quali Santa Maria La Stella, dove si è creato un avvallamento sull’asfalto in via Cantagallo con una fessura larga una trentina di centimetri. A Pennisi, una frazione di Acireale, sei famiglie sono state sfollate per il crollo della parete al secondo piano di una palazzina. Inoltre è caduto anche un pezzo della chiesa.Per le verifiche dopo il terremoto sull’autostrada A18 Catania-Messina è obbligatoria l’uscita allo svincolo di Acireale. La scossa ha creato delle lesioni sull’asfalto nel tratto compreso tra Giarre e Acireale. Sono in corso delle verifiche sulla sicurezza e sulla stabilità del tratto attualmente chiuso al traffico.La macchina dei soccorsi si è immediatamente messa in moto e il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha convocato per le 5 del 26 dicembre  il Comitato Operativo presso la sede del Dipartimento a Roma. Borrelli, accompagnato da un team di esperti, si recherà in Sicilia per fare un punto della situazione sui danni provocati dallo sciame sismico. Dopo un sorvolo dell’area colpita, il capo del Dipartimento della Protezione Civile incontrerà le autorità locali presso la Prefettura di Catania per pianificare gli interventi di assistenza alla popolazione e di verifica dell’agibilità degli edifici.

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *