imagesUn termovalorizzatore è un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica, ma l’Italia nonostante tali vantaggi, non riesce a praticare con successo questa strada. La termovalorizzazione è molto praticata nei paesi del Nord Europa, a Copenhagen hanno tre impianti e ne stanno costruendo un quarto che comprenderà una pista da sci al suo interno, l’energia prodotta a farlo funzionare, sarà prodotta dalla combustione dei rifiuti. Il problema è che in Italia nessuna comunità di cittadini vuole ospitare sul proprio territorio un termovalorizzatore perché pur essendo molto meno inquinanti rispetto ai vecchi inceneritori, i termovalorizzatori non eliminano in ogni caso l’emissione di diossine nei fumi di scarico dispersi nell’atmosfera circostante. E’ un problema su cui concordano ormai tutti, costruttori, medici e tecnici, tuttavia, se il funzionamento dei termovalorizzatori è gestito in modo corretto, l’impatto ambientale potrebbe essere minimizzato dalla presenza di filtri, dal corretto incenerimento dei rifiuti consentiti e dai controlli dello Stato. Molte capitali europee (es. Parigi) hanno i propri termovalorizzatori nelle immediate vicinanze delle grandi città, in Italia invece, più del 40% dei rifiuti urbani finisce in discarica, quando invece si dovrebbero raccogliere solo quei rifiuti che non è stato possibile riciclare o recuperare. Una discarica non è eterna e quando è piena va chiusa e controllata per almeno 30 anni dall’ingresso dell’ultimo sacchetto di rifiuti, poi la zona può essere anche riconvertita, una delle prime discariche riconvertite in Italia si trova a Oleggio vicino Novara dove è stata trasformata in un impianto fotovoltaico. Eppure recuperare energia dai rifiuti indifferenziati, permetterebbe di risparmiare sui combustibili fossili (petrolio, gas, carbone), il cartone del latte per esempio che non è fatto solo di carta ma è un multi materiale, può entrare nel forno di un termovalorizzatore ed essere trasformato in energia elettrica o calore. Riciclare l’alluminio anziché estrarlo nelle miniere conviene in quanto si risparmia oltre il 90% di energia e si evita l’inquinamento generato dalle attività estrattive e dal trasporto dei minerali da località lontane, così una lattina può diventare per esempio una bicicletta, un calorifero, una caffettiera o un pistone per il motore dell’auto. Poi ci sono anche materiali che non si possono riciclare, come il telefonino che facente parte della categoria degli apparecchi elettrici ed elettronici, contengono anche sostanze pericolose (mercurio, piombo, bromo) e devono essere trattati con attenzione. I rifiuti tossici e quelli radioattivi seguono vie di smaltimento speciali nelle miniere di sale svuotate, molte delle quali sono in Germania, a centinaia di metri di profondità, i rifiuti radioattivi invece, sono stoccati in depositi non sotterranei.
Rino R. Sortino

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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