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Locandina

La rassegna “Scenari Paralleli” si apre sabato 13 gennaio con gli allievi de “La Bottega degli Errori”, protagonisti dello spettacolo Disco Pigs”, la rassegna Scenari Paralleli nata su iniziativa di cinque scuole di recitazione di Latina e sostenuta dall’Amministrazione comunale, che ha visto nel progetto un’esperienza nuova e un’occasione di formazione e diffusione della cultura teatrale soprattutto tra i giovani. Al teatro Ponchielli, sabato a partire dalle 21.00, i ragazzi della scuola, diretti da Clemente Pernarella, recitano e interpretano il testo scritto dal drammaturgo irlandese Enda Walsh e vincitore dei premi Stewart Parker e George Devine Awards nel 1997: un testo travolgente, visionario, divertente, intenso che ha consacrato l’autore al successo internazionale. “Non mi piace vedere la vita di tutti i giorni sul palco: è noioso. Mi piace che i miei spettacoli richiamino un mondo astratto ed espressionista: il pubblico deve rapportarsi alle sue regole e quindi connettersi con questi personaggi che sono, sulla superficie, mostri spaventosi” è una delle affermazioni di Walsh che più calzano all’opera portata in scena dalla Bottega degli Errori. I due giovanissimi protagonisti attraversano la loro città in un viaggio allucinato, quasi a ripercorrere tutta la loro breve esistenza. Pigs e Runt, questi i soprannomi che si sono scelti, sono nati lo stesso giorno, cresciuti insieme, usano lo stesso linguaggio (da loro inventato), hanno la stessa visione del mondo, adorano la disco, hanno un rapporto sfrontato con il sesso, corrono, bevono, picchiano, si emozionano alla vista del mare. E il giorno del loro diciassettesimo compleanno sarà decisivo per la loro vita. “Disco Pigs” è una riflessione sull’istinto alla ribellione proprio dei più giovani, sul rifiuto delle regole, su un malessere amplificato da una condizione di vita claustrofobica e provinciale nella quale è impossibile riconoscersi e dalla quale i due ragazzi cercano di fuggire scegliendo, in questo caso, la via peggiore. E’ una critica, indiretta, alla trascuratezza e all’abbandono cui sono votati i giovani in alcune realtà suburbane: incompresi perché violenti e forse violenti perché incompresi. Il lavoro è costruito sul ritmo forsennato dei dialoghi, sull’impianto sonoro e sull’elemento fisico e gestuale. Ha spiegato il regista Pernarella: “Abbiamo cercato di dare vita ad uno spazio, come luogo fisico e creativo, assolutamente indipendente. Il lavoro è costruito sui ragazzi lasciando ampio spazio alla libertà espressiva nel rispetto di un testo che vede in una costruzione “anarchica” del linguaggio la sua ragione d’essere.”

 

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