Suoni d’Oltremare: intervento del sindaco Sandro Bartolomeo

Bartolomeo con Macelloni e Rota
Bartolomeo e Rota

Ecco che nel corso dello svolgimento della manifestazione dei “Suoni d’Oltremare” è intervenuto il sindaco Sandro Bartolomeo, che si è scusato per il ritardo in quanto è intervenuto ad un ‘altra manifestazione che si stava svolgendo a Maranola in favore del missionario sacerdote salesiano originario della frazione collinare Don Luca Treglia che opera in Madagascar, che sta migliorando la situazione sanitaria nella zona in cui egli opera e quindi c’è stata una raccolta di fondi che ogni anno in questo periodo la città di Formia ed in particolare la frazione di Maranola per sostenere la missione di Don Treglia. Ma il sindaco ha continuato anche per quanto riguarda la manifestazione che si stava svolgendo all’area archeologica del Caposele: “Ma pare che stiamo facendo cose simili anche qui, stiamo cercando insieme come si affronta il mondo nei prossimi anni, soprattutto stiamo cercando di non fare quello che è più facile e quasi istintivo fare, cioè chiudersi, dire ‘io sto bene a casa mia, se tu arrivi diventi un fastidio di cui devo occuparmi’, e questo guardate per esperienza mia personale, l’ho visto già 40 anni fa quando inserivamo i bambini con disabilità all’interno delle classi normali. Anche allora io mi ricordo tanti genitori dei normali che sono i cittadini oggi che non vogliono essere disturbati, dicono: ‘ma lei come può pensare che questi bambini possono stare insieme a bambini normali, rallentano i loro programmi.’ Questa cosa non riesco mai a dimenticarla, rallentano i loro apprendimenti, perché se la persona di un bambino con disabilità potesse danneggiare il percorso di un bambino normale, c’è sempre questo atteggiamento iniziale di difesa, di chiusura, di ostacolo. Però secondo me dobbiamo superare questo preconcetto e lavorare molto di più per contaminarci, perché se solo ci contaminiamo prepariamo un mondo migliore. Io quando penso ad un mondo migliore non penso solo ad un mondo migliore per loro che arrivano, penso ad un mondo migliore anche per noi, perché se vogliamo evitare che questo mondo poi come dire sfoghi in azioni, in comportamenti che sono anche criticabili, fra l’altro, ci dobbiamo tutti quanti predisporre ad una migliore coerenza e questo è quello che noi stiamo tentando di fare. Non so quanti di voi sanno, sapete quanti richiedenti asilo ospita Formia? Quanti? Pensate che sono più di 150, fino a questo momento non mi pare che abbiano procurati dei disagi o difficoltà alcuna, anzi stiamo sperimentando con loro delle, cose di inserimento in attività socialmente utili, stiamo creando per quanto possibile di inserirli in diversi contesti, anche qui il discorso educativo diventa fondamentale, stiamo insistendo per la lingua perchè solo parlare la stessa lingua permette loro di interagire con la comunità. In generale stiamo facendo ogni sforzo per non farli sentire estranei alla nostra comunità, ma soprattutto per fare in modo che con noi abbiamo un aspetto positivo, e noi possiamo dare a loro un asilo in questo momento, e sono certo che queste persone si raccoglieranno in una buona accoglienza, noi siamo la porta dell’Europa che stiamo costruendo e credo che noi siamo capaci oggi di essere generosi con loto, loro saranno poi con noi. Al contrario atteggiamenti di rifiuto non potranno altro che generare atteggiamenti di ostilità, e io credo e concludo, che un po’ di aiuto crei socialità. C’è la dobbiamo fare, io credo che noi europei in generale abbiamo sfruttato l’Africa per secoli. Se io penso al colonialismo inglese, a quello francese, a quello spagnolo, a quello belga, a quello olandese e per un po’ anche a quello italiano perché anche noi in un certo periodo non  ce lo siamo fatti mancare un po’ di colonialismo, bé noi dobbiamo quanto meno cercare di cambiare con i nostri comportamenti questo che abbiamo fatto di accettabile, nessuno dimentichi il Congo, nessuno dimentichi il Sudafrica, nessuno dimentichi le varie regioni africane, loro la componente del colonialismo è stato una piaga che poi ha ridotto l’Africa nelle condizioni in cui L’Africa oggi è costretta  a vivere. Io spero che almeno voi che siete qui stasera e siate certi, fortuna, la possiate penare allo stesso modo mettiamoci tutti insieme per avere rispetto ai nostri ospiti con un atteggiamento giusto, avere un atteggiamento giusto, corretto di rispetto reciproco, di diritti e di doveri ma senza alcun pregiudizio. Grazie di cuore.”

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