Storia di vita quotidiana a Venezia nel 2015 – n. 2

Eccoci con la seconda parte. La domanda già più difficile e poco comprensibile per chi vive fuori dall’isola è questa: “Ma come fate con tutti quei turisti….

Vero, qui si apre una nota dolente e con il tempo non ho potuto fare altro che dare ragione ai veneziani. La convivenza è quasi impossibile. Il numero di turisti l’anno scorso ha raggiunto una cifra spaventosa: quasi 30 milioni.

Pensate ad una quota del genere in altre città, diciamo normali, penso a Roma, Berlino o New York. Sono città con strade, periferie, dove i bus turistici hanno percorsi adatti, linee di tram e metropolitane. Qui no. Nulla di tutto ciò. In un isola a forma di pesce, come scrisse Tiziano Scarpa, con parametri fissi, confini ben delineati e assolutamente non modificabili, si riversano una media di 70.000 persone al giorno. Per altro fino a qualche tempo fa seguivano tutte un sepentone di indicaini, per cui bastava essere fuori dalla linea e si era salvi, oggi no, si spargono e vanno ovunque, perfino nella zona dove abito io, un tantino fuori dai grandi percorsi, posso incrociare turisti stanchi, affascinati e con macchina fotografica al collo.

In sostanza non c’è più scampo, quindi la vita normale di un cittadino medio è scandita dalle vacanze, i grandi eventi e i ponti estivi.

Faccio un esempio pratico: a carnevale devo pensare a che giorno è per evitare Piazza San Marco, se devo andare in posta lo devo fare all’alba o prima di cena, se ho bisogno di fare spese devo ragionare dove e a che ora.

Continua…

 

Sabrina Marcon

 

 

 

ve12

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