Spreco d’acqua ma la colpa è della siccità: articolo sul settimanale di Latina “Il Caffè”

Parlamento Europeo

Un articolo sul settimanale Il Caffé di Latina ha spiegato quale è la situazione relativa alla carenza d’acqua che si potrebbe verificare a breve se non ritorna a piovere, anche se non è proprio così

” Il Caffè, n. 508 – dal 26 settembre al 2 ottobre 2019

72% di acqua persa, ma si dà colpa alla pioggia. E si rischia di perdere i fondi UE

Tavolo in Prefettura per la solita ‘emergenza’. Intanto l’organo di controllo sulle gestione affonda. In Regione svista sui soldi per le reti…

Francesco Buda

Ci risiamo: gli acquedotti perdono più di 7 litri ogni 10 immessi in rete, ma la cosiddetta crisi idrica è tutta colpa del meteo. Sembra questa la morale della favola emersa nell’ultimo incontro del Tavolo permanente sull’emergenza idrica, istituito nel 2017, quando qualcuno sembrò svegliarsi su questa situazione nota sin dall’inizio della telenovela Acqualatina, nel 2002. L’incontro è stato convocato dal Prefetto di Latina, Maria Rosa Trio, “per discutere dei lavori in corso, per monitorare il piano di lavoro e per la messa in sicurezza del sistema idrico”. Così fa sapere la stessa Prefettura, che ha ospitato la seduta lo scorso 18 settembre. IN BALÌA DEL METEO Dopo 17 anni stanno ancora a parlare e i problemi strutturali rimangono. Al Tavolo hanno partecipato i rappresentanti di Acqualatina, dell’Ambito idrico ATO4 che sarebbe l’organismo di riferimento provinciale, della Regione Lazio e alcuni Sindaci del sud pontino e dei Monti Lepini. Presente anche la Regione Campania, coinvolta per via del collegamento di 11 km e da 7 milioni di euro tra l’acquedotto di Cellole, nel casertano, e Minturno. «La scarsità delle piogge fa prevedere un trend in calo delle disponibilità delle sorgenti che potrebbe creare criticità nell’area del sud pontino tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, come evidenziato da uno studio condotto con l’università La Sapienza di Roma». Così si legge nella stampa diffusa dalla Prefettura. S.T.O.: IL CONTROLLORE PUBBLICO FANTASMA Qualche metro più in là dalle stanze prefettizie, nello stesso edificio che ospita anche la Provincia di Latina, è in agonia la Segreteria tecnica operativa dell’Ambito idrico. È l’organismo pubblico che dovrebbe verificare l’operato di Acqualatina: sta senza direttore dal 2013 (dovrebbe nominarlo la Regione) – rimpiazzato in veste di supplente per caso da un’ingegnera ora in forza al Comune di Latina – e senza più nemmeno un dipendente a tempo indeterminato. E senza risorse: più volte la Provincia ha sollecitato Acqualatina a versare all’Ente gli oneri di concessione, altrimenti non poteva più pagare quei tre addetti in via di estinzione che vi lavoravano. L’anno scorso si parlava di almeno un milione e 229mila euro circa. E LE PERDITE? La Prefettura fa sapere che i Sindaci di Formia, Roccagorga e Roccasecca dei Volsci «hanno puntato l’attenzione sul risanamento delle reti, esortando il gestore a concentrare gli sforzi su questo progetto, l’unico a loro avviso in grado di garantire stabilità del sistema sul lungo periodo». Il problema più grave continua ad essere le enormi perdite di acqua potabile. Non solo non sono scese, ma sono aumentate, passando dal 70% del penultimo report ufficiale al 72% indicato nell’ultimo Rapporto informativo stilato da Acqualatina. Record assoluto per il gestore. Hanno immesso negli acquedotti 134 milioni e mezzo di metri cubi di acqua potabile. Il volume più grande mai registrato da Acqualatina. Quasi 10 milioni in più rispetto al primo anno della effettiva operatività di Acqualatina. Altro che siccità e scarsità per colpa delle nuvole avare! Una pioggia di quattrini è invece quella sprecata per questo bizzarro sistema meteo-affaristico: solo per l’elettricità – che serve in gran parte a spingere l’acqua – i vari Rapporti informativi parlano di circa 10 milioni di euro l’anno. È la seconda voce di spesa. Quando l’utente paga l’acqua, in realtà paga anche questa salatissima bolletta. Stando all’ultimo Rapporto informativo del gestore, il volume di acqua pompato negli acquedotti sarebbe sufficiente a fornire ben 534 litri a testa ogni giorno nel territorio servito. Ma ai rubinetti ne risultano arrivati, mediamente, solo 193,5 pro capite. Meno dei 320 litri previsti dalla normativa regionale (Piano regolatore generale degli acquedotti del Lazio). CI SONO I FONDI UE, PERÒ… Il ritornello del gestore e di certa politica dice che non ci sono i soldi e quindi bisogna aumentare le bollette idriche. Ebbene: tutte quelle perdite significano anche emorragia di soldi e mancati incassi (nel 2018 il gestore ha fatturato solo 35 milioni di metri cubi). E poi ci sono finanziamenti europei a fondo perduto, tramite la Regione Lazio. 4 milioni che, guarda un po’ il caso, riguardano proprio il contrasto alle dispersioni. Ma rischiavano di tornare a Bruxelles. La Regione ne informato solo il 9 settembre la Segreteria tecnico operativa. Questa ha convocato l’11 settembre i Comuni, i quali entro il 13 dovevano esprimere parere favorevole al piano operativo approntato dai tecnici regionali. Costretti a muoversi in fretta e furia, i Sindaci sono chiamati a deliberare sul punto lunedì 30 settembre in Conferenza dei sindaci dell’Ato4. Il Comune di Latina ha chiesto già all’Amministratore delegato e al capo tecnico di Acqualatina, Ennio Cima, di scalare questi fondi dalla tariffa, come prevede la normativa. L’intento è di fare sì più lavori (seri), ma senza gravare sulle bollette. Cosa mai vista finora.”

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