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Fuga degli sponsor dalle divise delle squadre di Serie A: ben 6 delle formazioni che animeranno il prossimo campionato (Fiorentina, Palermo, Roma, Genoa, Sampdoria e Lazio) giocheranno senza loghi stampati sul petto dei giocatori. Il fenomeno non è nuovo, in quanto è da qualche anno che questa situazione si ripete: l’anno scorso, ad esempio, erano 7 i club che sono stati costretti a rimanere a bocca asciutta, complice la volontà di non voler “svendere” la maglia chiedendo cifre ormai fuori mercato, considerato che adesso le grandi aziende che fino adesso avevano finanziato il mondo del pallone preferiscono investire sulla pubblicità via web, più dinamica e conveniente, giudicata più attraente dai giovani che la preferiscono al logo statico sulla divisa. Nella classifica delle società che hanno stipulato gli accordi più convenienti, troviamo il Sassuolo, la cui maglia tintinna dei 22 milioni che la Mapei elargisce come sponsor ufficiale. Si tratta però di un caso anomalo, visto che Giorgio Squinzi, presidente della società di Reggio Emilia e amministratore dell’azienda chimica, di fatto si toglierebbe il denaro da una tasca per metterselo nell’altra. Al secondo posto, troviamo Juventus e Milan, che incassano annualmente 17 milioni grazie ai nomi di Fiat ( marchio Jeep) e Fly Emirates stampati sulle maglie, non considerando eventuali bonus. A quanto risulta la situazione sarebbe più vantaggiosa per le cosiddette “piccole”, che pur di portare a casa qualcosa si accontenterebbero di cifre vicine al milione di Euro: in questa fascia la leader è l’Atalanta (2,5 milioni). I dati sulle sponsorizzazioni potrebbero ulteriormente peggiorare, visto che l’accordo da 12 milioni l’anno fra Pirelli e Inter potrebbe scadere l’anno prossimo: le società del calcio nostrano devono quindi mostrarsi più flessibili, perchè nel calcio moderno dominato dalle esigenze di bilancio urgono provvedimenti per cercare di rilanciare il movimento calcistico italiano, e se club come Barcellona e Athletic Bilbao, che fino a 5 anni fa rifiutavano di contaminare le loro divise con il nome di multinazionali, oggi si sono dovute piegare alla logica dominante,  non si capisce perchè anche le nostre società non debbano accontentarsi  se l’hanno fatto le due grandi del calcio spagnolo che, pur appesantite dal logo sul petto dei giocatori, hanno saputo dare luogo a due splendide partite per l’assegnazione della Supercoppa Spagnola.

 

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