Sovrani e l’orco di Caivano: riflessione sull’uso di psicologi a scuola

Marilena Sovrani
Marilena Sovrani

Il fatto di Caivano nei giorni scorsi ha fatto si che il candidato sindaco Marilena Sovrani, per l’altro l’unica donna che affronta questa campagna come candidato sindaco, fa una riflessione su quanto è accaduto per fare una proposta molto singolare: “I recenti episodi di cronaca nera legati all’omicidio di una bambina di sei anni, Fortuna Loffredo, violentata ed uccisa nel quartiere “Parco Verde” di Caivano impongono una seria riflessione sulla necessità di interpretare in maniera incisiva i disagi infantili, talvolta legati ad abusi sottaciuti. Non si pensi ad una speculazione politica: sono anni che mi occupo di scuola in tutti i suoi aspetti. Questo mio intervento trae spunto dall’esternazione di un giovane abitante di quel rione degli orrori che ha rivelato di aver manifestato evidenti disagi durante gli anni della scuola primaria, ma di non aver avuto alcun interlocutore che li decodificasse. E’ questo il motivo che mi spinge a sollecitare una sinergia tra Ministero della Pubblica Istruzione, Comuni e privati che preveda la presenza di uno psicologo nelle scuole dell’obbligo, in special modo in quelle di primo grado di Latina”. Continua ancora la Sovrani: “In Europa un bambino su cinque risulta essere vittima di violenze sessuali ed il progetto nazionale che riguarda la psicologia nelle scuole, quello relativo ai famosi CIC (Centri di informazione e consulenza) per le scuole superiori, approvato nel 1990 con il DPR 309 e regolato successivamente dalla direttiva ministeriale del 26 novembre 1998 numero 463 non risolve in maniera atomizzata il problema. Ritengo sia indispensabile una presa di coscienza collettiva sui rischi che corrono i bambini e l’esigenza di dotare tutte le scuole primarie di Latina della presenza di uno psicologo in forma continuativa che possa essere punto di riferimento e collante tra insegnanti, alunni, genitori ed istituzioni: una figura altamente qualificata che possa intercettare dinamiche relazionali a rischio. La sinergia di cui parlo potrebbe prevedere finanziamenti privati, convenzioni con Istituti di ricerca ed una fattiva collaborazione dei Comuni. I cosiddetti “interventi spot” non possono colmare un silenzio che è diventato assordante. Penso ad orientamenti scolastici mirati, sportelli di aiuto psicologico, informazioni su specifiche tematiche, formazione per i genitori, incontri che riguardino i “segnali” inespressi degli alunni. Insomma un’azione capillare per i dodici istituti comprensivi di Latina, in modo tale da evitare che si ripetano orrori come quello di cui è rimasta vittima la piccola Fortuna Loffredo”.

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