Sorveglianza speciale per un membro del clan Licciardi

DIA

Una notifica che il Commissariato di Terracina ha notificato e sottoposto alla Misura di prevenzione della Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per la durata di anni 3, M. E. di anni 57 pregiudicato originario di Napoli. L’uomo, da tempo insediatosi a Terracina, viene ritenuto appartenente al clan camorristico, con roccaforte in Napoli, della famiglia “Licciardi”. Il Provvedimento, emesso dal Tribunale Penale di Latina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma dispone altresì, nei confronti dello stesso, il sequestro e la confisca di beni, direttamente e indirettamente riconducibili al M Eduardo. Con Provvedimento dello stesso Tribunale, del 5.11.2015, era già stato disposto il sequestro anticipato dei beni tra i quali anche alcuni intestati a terze persone e familiari del destinatario. Con l’odierna Misura, sebbene alcuni dei beni nella disponibilità del M. E. siano stati restituiti, numerosi altri beni mobili ed immobili sono stati confiscati. Vengono sottratti definitivamente al M. E., per entrare nel patrimonio dello Stato, alcuni immobili consistenti in case, veicoli, conti correnti, contratti di acquisto di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, ed altri beni. Il duro colpo al patrimonio dell’appartenente al “clan Licciardi” è stato eseguito grazie al lavoro di investigazione operato dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza. M. E., secondo le contestazioni, rientra a pieno titolo nella categoria delle persone socialmente pericolose in quanto appartenente ad un’associazione di stampo camorristico. Lo stesso, oltre ad essere legato da stretti rapporti di parentela con la famiglia che ha dato il nome al clan e dalla quale si sono succeduti i capi storici, viene ascritto al gruppo criminale anche da numerosi collaboratori di giustizia le cui dichiarazioni hanno dato riscontro alle numerose operazioni di polizia che nel tempo sono state condotte. I “collaboratori di giustizia”, nel delineare l’organigramma criminale dell’associazione, hanno concordemente inserito la figura di M. E. Sull’esistenza del clan e sulla sua connotazione di organizzazione ascrivibile alla criminalità organizzata, tuttora operante, hanno fatto luce le numerose pronunzie giurisprudenziali che hanno acclarato l’esistenza e l’operatività del “clan Licciardi” nell’ambito della c.d. “Alleanza di secondigliano”.

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