Piergiorgio Guidorzi
Piergiorgio Guidorzi

Prima che incominciasse la manifestazione ho avuto il piacere di parlare con il direttore sanitario della struttura di “Sorriso sul Mare” Piergiorgio Guidorzi al quale ho rivolto alcune domande.

La presentazione dello spettacolo “Oltre il sogno”. Di che progetto si tratta questo spettacolo fatto con gli ospiti della clinica “Sorriso sul mare”?

“Questo è uno spettacolo che rientra in un ampio progetto di riabilitazione di questi pazienti che sono ospitati nella casa di cura Sorriso sul Mare. E’ questo della musicoterapia, questo spettacolo che stiamo per assistere fa parte di questo programma, se ne occupato in modo particolare di questo progetto una dottoressa che ha fatto tutta una serie di studi sui suoni e che ha applicato poi in maniera molto attenta e soprattutto con scelta e coscienza, come si suol dire nelle nostre discipline, a questi pazienti. Pazienti che hanno reagito in maniera molto positiva perché alle prime prove a cui ho assistito, e a quello che ho potuto assistere anche successivamente ho visto via via un maggiore interesse nei confronti di questo progetto e addirittura in grado di poter salire su un palco che non è una cosa molto facile per tutti, soprattutto per questo tipo di pazienti ma devo dire che loro hanno accettato con molto entusiasmo questa cosa, e di questo ne sono molto contento, quindi sono anche io curioso di vedere quello che verrà fuori con tutto questo, ma penso che sia una cosa positiva. Poi un ‘latra cosa molto importante ritengo che sia da sottolineare: il fatto che questi progetti di riabilitazione che facciamo all’interno della struttura sono molto importanti, anche in qualche modo da permettere ai pazienti di fare parte di un tessuto sociale di un luogo cui comunque appartengono, questa possibilità di uscire, questa possibilità di poter dimostrare a se stessi ma anche agli altri, che ci sono capacità, ci sono delle situazioni che vanno comunque prese in considerazione e sviluppate a si che ci possa essere un recupero per quanto sia possibile con questo tipo di patologia.”

Vedo che c’è anche una mostra fotografica. Dalle m ie informazioni in possesso so che vi ha aiutato un circolo fotografico di Gaeta, “Oltre le immagini” per lo sviluppo di questo progetto fotografico dei pazienti che avete in cura.

“Queste foto sono fatte tutte dai pazienti che abbiamo in cura e sono state delle foto che sono state fatte durante delle uscite che i pazienti hanno fatto, chiaramente su autorizzazione, ma che fanno parte anche queste di un progetto molto più ampio che è sempre quello della riabilitazione soprattutto quello di inserirsi in un contesto sociale, e quello che credo sia molto importante è che attraverso la fotografia ci hanno mostrato come lo vedono loro il mondo, come sempre il fotografo fa, il fotografo è sempre un indagatore di quello che succede nel mondo e che sono degli indagatori molto attenti e molto pericolosi per certi aspetti, e credo che con queste foto abbiamo potuto anche in questo caso stabilire che sono molto attenti a quello che succede intorno a loro.

L’ultima domanda: l’andamento generale della vostra clinica. Come è attualmente la situazione, quali sono i problemi, quali sono le speranze.

“Di problemi ce ne sono sempre, non solo di questa clinica, ma un po’ dappertutto, quindi non siamo una rarità in tutto questo, però c’è un atto un ampio tentativo quanto meno di rimodernamento di quelle che sono le attività operative ma soprattutto quello di dare una maggiore possibilità sul piano scientifico affinché ci possa essere sempre il migliore progetto di riabilitazione che abbia sempre degli esiti più favorevoli. Quindi direi che in fin dei conti è sicuramente positivo il giudizio di quello che sta accadendo.”

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