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Nella giornata del 1 giugno sono partite nelle farmacie della regione Lazio che hanno aderito le vaccinazioni contro il coronavirus. Le prenotazioni sono state aperte una settimana fa seguendo sempre il criterio delle fasce di età ed in una giornata sono andate praticamente sold out. Al momento sono 800 le farmacie che hanno aderito in tutto il Lazio, tra le prime regioni in Italia insieme alla Valle D’Aosta a partire con l’iniziativa, e dove verrà somministrato il monodose Johnson & Johnson; 23mila le dosi al momento a disposizione. Hanno spiegato dall’Assessorato alla Sanità nel presentare l’avvio dell’iniziativa: “La Regione Lazio è tra le prime regioni in Italia a dotarsi di un’arma fondamentale per dare maggiore impulso alla campagna di vaccinazione”. Ha detto il presidente della Regione Nicola Zingaretti che questa mattina ha raggiunto uno delle farmacie del centro di Roma dove sono iniziate le somministrazioni del vaccino contro il coronavirus: “Sono circa 800 le farmacie che hanno aderito a questa campagna, per ora hanno a disposizione 23mila vaccini Johnson & Johnson ma ci auguriamo che un aumento delle forniture possa fare crescere il flusso di distribuzione nelle farmacie. Il criterio non cambia, c’è sempre quello dell’età e il Lazio è sugli over 40” mentre per chi tra coloro che somministreranno il siero ne aveva bisogno c’è stato un rapido corso di formazione. Per quanto riguarda i vaccini si somministra, come detto, Johnson & Johnson “perché la moltiplicazione dei pani e dei pesci e’ una cosa alla quella non arriviamo. Tutto ha una logica e si distribuisce appena arriva, confido che nei prossimi giorni arriveranno altri vaccini e man mano che arriveranno li aumenteremo a chi li stiamo distribuendo”. Come è stato anticipato dall’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato proprio le farmacie, insieme ai medici di medicina generale, saranno la struttura portante della futura campagna di vaccinazione. Ha spiegato Zingaretti: “Da settembre via via procederemo con la chiusura degli hub vaccinali, che è servita a impostare la campagna, e progressivamente tutto verrà dato in mano alla rete dei medici di medicina generale e alle farmacie. Stiamo vincendo e questo è il segnale di speranza che da sempre sognavamo di dire dall’inizio di questa pandemia. Stiamo vincendo e ci stiamo riprendendo la vita perché ha avuto ragione chi ha combattuto per le regole, per contenere il virus, chi diceva sì ai vaccini, contro le follie di chi negava la forza di questo strumento, e ha vinto chi diceva si’ ai soldi, perché nessuno va lasciato solo. I risultati sono eccezionali”.

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