Presso la località di “Le Ferriere” , nel territorio nord-ovest nei pressi di Latina esiste un sito archeologico denominato Satrico (dal latino Satricum), qui un tempo c’era un’importante città situata presso il fiume Astura. “Satricum”è la testimonianza più concreta del fatto che un tempo la pianura Pontina non era esattamente una palude malarica disabitata ma, anzi, appariva come una città fiorente e sede di una rete di strade che la collegavano da Nord al Sud.“Satricum” fondata nell’VIII secolo a.C. dai Latini, rientrava alla fine del VI sec. a.C .in un elenco di città che riuscì poi a ribellarsi a Roma, la sua ubicazione è in un territorio dove per oltre un secolo ci furono continue lotte tra popoli diversi, i Romani, i Latini e i Volsci. Dopo esser diventata nel 385 a.C. una colonia romana, da fonti letterarie si evince che Satrico assieme a Velletri si ribellò a Roma nel 396 a.C., in seguito la colonia venne riconquistata dai Volsci, poi quando nel 377 a.C. Satrico fu distrutta per opera dei Latini,dell’intera città rimase solo il tempio con l’importante santuario dedicato alla Mater Matuta, (sede inizialmente di un culto praticato all’aperto, sull’acropoli cittadina). Dopo secoli di oblìo, fino all’anno 1977, data di inizio degli scavi dell’Istituto Olandese di Roma, non esisteva alcuna pubblicazione dedicata al sito di Satrico, se non una relazione preliminare scritta nel 1896 dagli archeologi F. Barnabei e A. Cozza. Gli scavi nel sito riportarono alla luce non solo il tempio, magnificamente ricostituito, ma una vera e propria città (grazie anche all’apporto delle Università olandesi). Per approfondire il discorso abbiamo avuto un interessante colloquio con la Sig.raMarjikeGnade, Professoressa di Archeologia Preromana presso la cattedra dell’Università di Amsterdam.
Prof.ssa Marjike quando sono stati intrapresi gli scavi di questo importante sito?
Il sito di “Mater Matuta” risalente all’epoca preromana, venne scoperto a fine 800, quando cominciarono le prime esplorazioni scientifiche da parte del francese Hector Graillot, lui pensava che in questa zona ci fosse un’antica tomba invece scavando trovò il tempio di Mater Matuta, poi intervennero due archeologi italiani Bernabei e Cozza che insieme ad un altro loro collega Mengarelli, riuscirono a riportare alla luce prima il tempio con i ruderi annessi, inoltre nella città bassa venne rinvenuta una necropoli che risale all’età del ferro, in seguito tutti i reperti ritrovati, vennero trasportati presso il Museo di Villa Giulia a Roma.
Mater Matuta era una divinità particolare?
Lei era considerata soprattutto come la la divinità della fertilità, dell’inizio della vita ma anche del lavoro, il tempio è del sesto secolo avanti Cristo, in quei tempi era lecito professare differenti culti e tra queste divinità era compresa anche Mater Matuta. Il fiume Astura era il limite della città, il tempio è ubicato in una collina in una area di quaranta ettari di vigneti di Casal del Giglio, il sito e il tempio si possono visitare ogni anno con guide, il tempio necessita invece, di una richiesta alla Sopraintendenza del Lazio.
Il Lazio appare davvero una regione ricca dal punto di vista archeologico
Si è veramente ricca questa regione da questo punto di vista, nell’epoca preromana queste zone erano abitate da 40 popoli differenti, tra questi ricordiamo gli Equi, i Volsci, i Latini e gli Etruschi, quando poi Roma diventò potente e si allargò, tutti questi popoli si assoggettarono al suo potere, a differenza dei loro antenati che rimasero fedeli al loro paese d’origine. Questo non è il solo santuario di Mater Matuta, ne esistono altri, uno a Capua e un altro anche a Roma, ma oltre alla zona di Latina, c’è grande ricchezza archeologica anche a Norma, Lavinio (Pratica di Mare), Sermoneta e Ardea, dove recentemente è stato scoperto un grande santuario con due templi. Il Lazio è una regione che ha necessità di valorizzare ulteriormente il suo patrimonio ed i comuni sono interessati alla valorizzazione del loro territorio e a promuovere le loro antichità nascoste dai secoli.
E’ stato creato in loco anche un museo?
Si, è stato creato nella località di Le Ferriere dal 2014, un museo dove attualmente si stanno effettuando dei lavori di manutenzione, c’è anche un filmato con i nostri ragazzi che scavano ed è illustrata tutta la storia dall’ottavo secolo a.C. fino all’età romana. Noi come Università olandese, abbiamo sempre cercato di supportare e finanziare gli scavi, ma è il Comune di Latina che gestisce il museo di Satrico, pertanto presto provvederà ad inserirlo tra le località culturali da visitare nella provincia. Siamo grati della fiducia che ci ha concesso il Ministero e i nostri colleghi italiani, posso dichiararmi soddisfatta delle ricerche che si sono effettuate grazie anche alla disponibilità di un privato come Casale del Giglio che ci ha permesso di fare tutti questi ricerche sotto il suo vigneto che si sono rivelate di grande importanza per la storia del sesto secolo avanti Cristo, inoltre è stata di fondamentale importanza riuscire ad avere informazioni sui Volsci, un popolo che proveniva dalle montagne, che poi si insediò in queste zone.
Rino R. Sortino

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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