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L’odierno Sindaco di Latina Damiano Coletta che raggiunse la vittoria alle ultime elezioni comunali con grandi voti, ( il 75% degli elettori), dopo un anno dal suo insediamento, ha inteso fare un bilancio, lo scorso 29 giugno, confessandosi in diretta, ai telespettatori della popolare trasmissione “Monitor” in onda su Lazio TV. Oggi molti cittadini sono perplessi e non contenti, guardano le piazze e notano il degrado, sicuramente si sarebbero aspettati un altro tipo di risposte, ma con la sincerità che lo contraddistingue Damiano Coletta è riuscito a spiegare le difficoltà che ha incontrato nel corso del suo primo anno da primo cittadino. “Non mi sono pentito di essermi assunto questa responsabilità ha dichiarato, sono uno sportivo e agli sportivi piacciono le sfide, ricordo quando mi candidai, e gli amici più stretti mi ammonivano, chissà cosa troverai nei cassetti, ed effettivamente non immaginavo di trovare quello che ho trovato. Nonostante tutto, pensavo che in poco tempo avrei cambiato il volto della città, ma dopo un paio di mesi dall’insediamento, ho veramente capito che bisognava abbassare di molto l’asticella, perché i coperchi che ho aperto hanno dimostrato una serie di problematiche che sedimentavano da anni, con la macchina amministrativa che in questo momento non ha risorse numeriche adeguate per rispondere ai bisogni dei cittadini. Nel passato la politica gestiva un meccanismo di consenso clientelare dove si infilava anche la criminalità, gli ultimi dieci, quindici anni sono stati molto determinanti per il malessere dell’amministrazione, pertanto mi sono reso conto che delle cento cose che avrei voluto mettere in atto, forse ne avrei potute fare solo cinque, facendo un paragone con il campo medico è come quando si ha una patologia cronica, poi ci vuole tantissimo tempo per rimettersi in sesto. Prima non esistevano regolamenti, era tutto un far west, pertanto per iniziare a sistemare una serie di situazioni, non è che lo si può fare dalla mattina al pomeriggio, ci vogliono mesi e mesi di lavoro. Prima si usava gestire i contratti con molta liberalità, nelle concessioni di società partecipate pubblico-privato si è assistito in diverse occasioni ad un netto sbilanciamento a favore del privato a danno della collettività. Potrei citare tanti esempi di grandi opere che nelle precedenti amministrazioni hanno consentito una importante propaganda, che poi si sono concluse con debiti potenziali per le nostre generazioni, come la metro, un’opera che non si poteva realizzare per com’era strutturata, che poi è rimasto in eredità il potenziale debito con il concessionario, con trenta milioni di Euro che adesso ballano, le terme sono un’altra vicenda incredibile che ha lasciato sette milioni di debiti, inoltre non si può non citare la condizione del cimitero, anche li una concessione troppo sbilanciata a favore del privato che ormai è finita in procura e non ultimo, il problema della piscina, dove nell’accordo con il concessionario c’era scritto che le utenze erano a carico dell’amministrazione, fino a che non veniva fatto la separazione delle utenze! In dieci anni non è stata mai fatta la separazione delle utenze, pertanto ci sono stati centocinquantamila, duecentomila euro che sono stati distolti dalla collettività, ci vuole onestà nei confronti dei cittadini e questi problemi hanno inciso sul futuro della nostra città che non possono essere ignorati, sono problemi invece, che richiedono tempo e che vanno affrontati. E’ stata fatta una scelta diversa per Latina Ambiente, (che ho ereditato con il fallimento), che diventerà probabilmente attiva da gennaio del 2018, dove si punterà alla raccolta differenziata: l’intenzione è quella di prediligere la scelta della gestione pubblica dei rifiuti e se si riuscisse ad andare a regime, potremmo poi avere in futuro, una riduzione sulla tariffa sui rifiuti. Riguardo il mancato sfalcio dell’erba nelle piazze, ho scoperto tardivamente una anomalia, quindi mi prendo la responsabilità di non averla scoperta in tempo, il bando del verde era pronto ad ottobre del 2016, ma per fare questo, ci doveva essere anche la copertura di bilancio, ma gli uffici si sono confrontati poco, tra domanda e risposta è passato troppo tempo e così non c’è stata l’adeguata copertura di bilancio e non si è potuto operare, secondo necessità, ma la responsabilità me la prendo io, perché non sono stato capace di individuare la problematica, ho sbagliato a non capire che in quel momento andava presa una decisione diversa. Anche la mancata cura delle piazze, può essere considerata un altro mio grandissimo cruccio, ma si sono presentate delle anomalie storiche, in quanto manca proprio la struttura del sistema di irrigazione nelle maggiori piazze se non parzialmente, che non consente di innaffiare, in futuro per risolvere il problema, bisognerà fare degli importanti investimenti di bilancio per realizzare dei sistemi efficienti. Riguardo la vicenda del senso unico sul lungomare che era stato richiesto anche dai cittadini che abitano in zona, sulla decisione mi pare che non ci siano stati particolari problemi, nonostante erano state paventate chissà quali sciagure, so che c’è stato un netto miglioramento del flusso dei clienti tra gli esercizi commerciali che hanno beneficiato di questa inversione del senso, quindi tutto sommato penso che sia stata una scelta giusta. E’ stata riservata una importante cifra per la manutenzione delle strade così come per la manutenzione delle scuole, quello che è successo questo inverno con caldaie che si rompevano e con pezzi di ricambio che era difficile trovare in quanto si trattava di parti di caldaie fuori produzione, queste difficoltà ci hanno fatto entrare nell’ordine di idee di rimettere a posto le scuole dove stanno i nostri figli, i nostri nipoti, pertanto mi sono preso la responsabilità anche di chiuderle alcune scuole, perché la tempistica, la ricerca del pezzo di ricambio era lunga e non mi sembrava igienico fare scuola con tre o quattro gradi. E’ stato deciso allora, di fare il punto sulla situazione degli edifici scolastici per verificare soprattutto la condizione delle centrali termiche che poi sono state classificate in relazione al loro stato, con bollino rosso, giallo e arancione e si provvederà poi per tempo, alla sostituzione delle più precarie. Per quanto riguarda la problematica della viabilità, sono state asfaltate fino ad ora 78.000 mq di strade, ma si sono dovute fare delle scelte, è sempre un discorso di qualità e quantità, fino ad ora la spruzzatina di asfalto che serviva per ovviare ad una urgente manutenzione delle strade, aveva una durata minima, probabilmente perché c’era l’interesse a rimetterci mano, è auspicabile pertanto fare una scelta diversa ed asfaltare meno strade, quindi ad es. invece di cento strade ne facciamo cinquanta ma le facciamo fatte bene che durino nel tempo, questo avrà costi maggiori, perché comporta un meccanismo diverso di asfaltare la strada, ma sicuramente potrà avere una durata maggiore nel tempo. L’impiantistica sportiva nella nostra città è allo sfascio, adesso c’è anche il problema per il volley perche si deve garantire l’ampliamento a 2400 posti, per consentire l’iscrizione al campionato il cui termine è il 3 luglio, anche per la piscina, sono veramente dispiaciuto per tutte le difficoltà che ha avuto il movimento natatorio, che si è dovuto trasferire verso piscine di altre località. Per quanto riguarda la squadra di calcio, c’è la possibilità sicura di ripartire dalla Serie D, poi eventualmente saremmo pronti a valutare anche altre opportunità, sono stato ricevuto personalmente da Tavecchio che si è dimostrato molto gentile e disponibile. Ho cercato di riassumere questa sera i punti principali delle problematiche, la scelta della legalità passa attraverso anche scelte impopolari, sembra che non si stia facendo niente, invece si sta facendo molto sull’arare, sul seminare e sul ripulire i tanti scheletri che purtroppo si sono trovati nei vari armadi, il mio dovere fino all’ultimo dei miei giorni di sindaco, sarà quello di ritornare a dare legalità a questa città.”
Rino R. Sortino

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