Simone Weil. Umanizzare il lavoro, la presentazione alla libreria Feltrinelli di Latina

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Un appuntamento letterario molto importante quello che si svolgerà lunedì 15 maggio alla Feltrinelli di Latina dove Maria Forte, docente di Filosofia e Storia, presenterà il suo scritto dal titolo Simone Weil. Umanizzare il lavoro, edito da Pazzini; l’incontro sarà introdotto da Carmine Di Sante, teologo e curatore della collana Al di là del detto. L’umanizzazione del lavoro, che è il grande tema dell’età moderna, si è riproposto nel mondo globale di oggi, caratterizzato dalle «nuove schiavitù»; di questo si è occupata Simone Weil (1909-1943), filosofa, mistica francese, militante sindacale e politica che ha affiancato alla riflessione sul tema del lavoro l’esperienza personale, entrando in fabbrica e sperimentando il «lavoro-sventura», quella forma di oppressione che rende muto il pensare. La ricerca esistenziale e culturale della «vergine rossa», così Simone Weil fu definita da Simone De Beauvoir, ha voluto verificare la possibilità del riscatto dei lavoratori dallo «sradicamento», cioè da quella condizione che fa della fabbrica il luogo della estraneità rispetto al mondo e alla realtà. Maria Forte, nel suo scritto, sottolinea la mistica laica del lavoro elaborata dalla filosofa francese e il bisogno di quest’ultima di «dire» il lavoro come espressione somma della genericità dell’uomo, ossia come la manifestazione della sua essenza, del suo appartenere al genere umano e come lo snodo tra l’immanenza e la trascendenza, il «luogo» dove l’uomo incontra se stesso e il mondo e da dove può elevarsi verso la Bellezza. Quella della filosofa francese è una analisi non accademica, ma pienamente incarnata nella realtà politica, economica e sociale della metà del Novecento di cui è stata agente attiva attraverso la partecipazione alle lotte per la difesa della dignità dei lavoratori e per il riconoscimento dei loro diritti. E’ proprio a partire dalla condizione di schiavitù che si è impressa nella sua carne all’interno della fabbrica che può esprimere il suo giudizio critico nei confronti della rivoluzione, del sindacalismo, dei partiti politici, della inefficacia dell’arma dello sciopero. Ha affermato Maria Forte:  “Il riferimento di Simone Weil alla Bellezza  non è un richiamo ad un estetismo effimero, né ad una scorciatoia vagamente teologizzante, e tantomeno una rinuncia delusa all’ impegno, ma è la profonda consapevolezza che attraverso il lavoro l’uomo realizza il suo ruolo di con-creatore e di ri-creatore di un mondo Bello perché Giusto per la cui realizzazione è necessario lottare.”

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