Si indaga sulla morte di un ragazzo romano per overdose

Parioli

Si sta indagando a Roma sulla morte di un ragazzo romano di 22 anni, G.D.V.P., tossicodipendente in cura al Sert, senza precedenti penali, deceduto nell’abitazione in cui viveva con i propri genitori in Viale di Villa Grazioli (zona Parioli/Salario). Il giovane è probabilmente morto per una overdose di metadone, ma sul suo petto è stata trovata una frase scritta con un rossetto: “Mi hai lasciato sola mi vendicherò”. Il 22enne ha passato la sera di lunedì 30 aprile a casa, con la compagna: la mattina dopo, quando la ragazza era andata via, la madre ha trovato il figlio sul letto, incosciente. Hanno chiamato il 118 e sul posto è poi arrivata, verso le 12.20, anche una volante della polizia. Dopo vari tentativi rianimazione, i medici hanno dovuto constatare il decesso del giovane. A dare l’allarme, intorno alle 12, gli stessi genitori. I poliziotti del Commissariato Salario e della squadra mobile stanno indagando per chiarire il contesto e il ruolo della ragazza coinvolta. La ragazza è indagata dalla Procura di Roma per l’accusa di omicidio colposo: ascoltata dagli inquirenti, ha negato di aver scritto lei la frase con il rossetto. Il rapporto tra i due ragazzi andava avanti da tempo tra alti e bassi. Il pm Mario Dovinola ha disposto l’autopsia e approfonditi esami tossicologici. Gli inquirenti stanno valutando tutte le ipotesi. Le verifiche sono all’inizio e fondamentale sarà l’esame autoptico. Non si può escludere che tra i ragazzi vi possa esser stato un litigio.  A quanto ricostruito finora, era rientrato la sera precedente a casa con la ragazza conosciuta in comunità, che poi sarebbe andata via. Sul corpo non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di violenza, ma verrà effettuata l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Al momento non si esclude nessuna ipotesi, compresa quella di un malore per una overdose. Ma sembra che si sia arrivati alla conclusione delle indagini: una overdose da massiccia assunzione di sostanza stupefacente, eroina o metadone sarebbe stata la causa della morte di Giuseppe De Vito Piscicelli, il giovane di 23 anni trovato cadavere martedì mattina nella sua abitazione ai Parioli a Roma, in viale di Villa Grazioli.  A fornirgli il metadone, secondo l’accusa, è stata la fidanzata, indagata per omicidio colposo. Che poi sotto interrogatorio avrebbe rivelato che quella frase trovata sul petto del ragazzo in realtà (Mi hai lasciata sola, mi vendicherò) era soltanto un gioco.

Ma in attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti tossicologici, che richiederanno diverso tempo, i magistrati della Procura di Roma hanno iscritto la fidanzata del giovane sul registro degli indagati per omicidio colposo. Gli inquirenti si riservano di ipotizzare l’accusa di morte come conseguenza di altro reato, in merito alla cessione della droga.

Uno dei cugini della vittima, Francesco De Vito Piscicelli, divenne un nome noto in negativo a causa dell’intercettazione in cui rideva alla notizia del terremoto che aveva appena devastato l’Aquila, parlando degli grandi“affari” che si sarebbero potuti fare in Abruzzo con la ricostruzione. E fu anche uno dei protagonisti dell’inchiesta sulle Grandi Opere perchè suo era, infatti, l’appalto per la costruzione delle piscine di San Paolo, a Roma.

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