Sequestrato tonno pescato al largo delle coste del Golfo di Gaeta

 Una attività, quella della Guardia Costiera di Gaeta, che si svolge lungo il litorale del sud pontino, ed è  mirata al controllo e alla vigilanza della filiera della pesca, ha consentito il sequestro di tonno rosso pescato abusivamente. Nello scorso pomeriggio del 23 ottobre, a circa due miglia dalla costa, i militari hanno individuato in mare all’interno di un recipiente legato ad un parabordo venti esemplari di tonno rosso di lunghezza inferiore a quella consentita, verosimilmente abbandonati da un pescatore sportivo alla vista dell’arrivo della motovedetta della Guardia Costiera. Il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha  vietato dal mese di agosto, la pesca del tonno rosso (Thunnus Thynnus), anche accidentale, da parte di pescatori sportivi, a seguito del raggiungimento del massimale del contingente di cattura assegnato all’Italia dalla Comunità Europea. I tonni erano di lunghezza pari a circa 40 cm, in violazione del Regolamento comunitario che, nei periodi consentiti, fissa la taglia minima per la cattura della specie protetta in 115 cm. La cattura della specie nella fase giovanile ne impedisce il raggiungimento dello stato adulto ed il successivo ripopolamento ittico. Sebbene le indagini svolte dall’equipaggio della motovedetta non hanno portato alla individuazione dell’unità da diporto responsabile della pesca dei piccoli tonni, l’azione dei militari permetteva di recuperare gli esemplari, frutto della pesca abusiva, impedendone ogni tipo di commercializzazione. Il tonno è stato sequestrato e dopo gli accertamenti di rito del personale sanitario dell’ASL che ne hanno attestato l’idoneità al consumo umano, è stato donato alla Caritas di zona. I controlli si sono estesi agli esercizi commerciali, nel corso dei quali i militari della Guardia Costiera hanno individuato presso un centro della grande distribuzione della zona una violazione in materia di etichettatura del prodotto ittico. La violazione di tali norme, che si prefiggono la tutela del consumatore finale, è costata al trasgressore la sanzione amministrativa di oltre mille euro.

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