Senza l’approvazione di bilancio, Acqualatina rischia grosso

Acqualatina
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Sembra che Acqualatina ogni volta debba affrontare dei problemi che forse sarebbe meglio trovare una soluzione definitiva. Infatti la banca irlandese Depfa che nei giorni successivi alla mancata approvazione del bilancio societario della spa non ha mancato di far sentire la propria voce ai comuni che hanno dato in pegno le proprie azioni per quel finanziamento da 114,5 milioni di euro stipulato nel maggio del 2007. Una lettera che ricorda agli enti locali come “la mancata approvazione del bilancio può automaticamente attivare quell’ “evento rilevante potenziale” che come rischio estremo avrebbe quello dell’escussione delle quote in pegno e l’ingresso di Depfa in luogo dei comuni che hanno firmato il pegno.” Oltre il danno anche la beffa.
Per accedere al mutuo, Acqualatina ha dovuto concedere il pegno su almeno il 67 per cento delle azioni, ovvero sui 2/3 del capitale; il socio privato ha garantito il 49 per cento, mentre per il restante 18 per cento circa la garanzia è stata fornita dai Comuni. In data 19 dicembre 2008 e in data 26 gennaio 2009, i “Soci” Comune di Sperlonga, Comune di Sonnino, Comune di Cisterna di Latina, Comune di Lenola, Comune di Minturno, Comune di Terracina, Comune di Fondi, Comune di SS. Cosma e Damiano, Comune di Sabaudia e Comune di Latina hanno costituito in pegno a favore di Depfa Bank un numero di azioni pari a 5.874.932 del valore nominale di 1 euro ciascuna per un valore complessivo di 5.874.932,00 euro rappresentanti il 24,82904% del capitale sociale di Acqualatina.

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