Polizia

Con due atti intimidatori consumati lo scorso anno a Latina, l’esplosione dell’auto di un commerciante, titolare di una rivendita di fiori, e poi i colpi di arma da fuoco che sono stati esplosi ad altezza d’uomo contro un’autovettura.Destinatario del primo episodio era Marco Costanzo, 46 anni; Nazzareno Di Giorgio, 50 anni, era invece il bersaglio dei colpi di pistola. Da qui gli investigatori della squadra mobile hanno cominciato ad indagare riuscendo a risalire al mandante dei due attentati: Giovanni Cambria, classe ’61, pregiudicato con sentenze passate in giudicato per diversi reati e già arrestato a giugno del 2019 per il tentato omicidio di Di Giorgio.  L’indagine “Bellavista” sui due attentati ha portato la squadra mobile, guidata dal vicequestore Giuseppe Pontecorvo, su un’altra pista: quella di un giro di spaccio di cui facevano parte sia Nazzareno Di Giorgio sia Marco Costanzo. I due sono finiti oggi agli arresti insieme Emiliano Valenti, 45 anni, Andrea Reale, 47 anni, e Mario Guiglia, 52 anni, tutti accusati di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. Ma destinatario di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere è stato anche lo stesso Giovanni Cambria che, pur estraneo al giro di droga, è accusato di detenzione di materiale esplodente e del danneggiamento con esplosione della Lancia Y di Costanzo.  L’atto intimidatorio avvenuto la sera del 14 marzo 2019 sembrava non avere un movente preciso, la vittima aveva spiegato di non avere sospetti né pendenze economiche o personali. Sulle prime gli investigatori non erano riusciti dunque ad individuare una pista, ma dopo alcuni mesi, il 3 giugno, si era verificato un secondo episodio inquietante. Nazzareno Di Giorgio si era presentato in questura, a bordo della propria auto crivellata di colpi di arma da fuoco, raccontando di essere stato vittima di un agguato da parte dell’attuale compagno della propria ex convivente: Giovanni Cambria. Nel giro di breve tempo quest’ultimo era stato rintracciato e arrestato dalla squadra mobile. Con il suo scooter l’uomo si era accostato all’auto del rivale e aveva esploso almeno 4 colpi di pistola che, sebbene sparati ad altezza uomo, avevano danneggiato la fiancata della vettura mandando in frantumi il lunotto posteriore ma senza raggiungere il bersaglio. La vittima si era poi messa all’inseguimento di Cambria speronandolo e mettendolo in fuga.  Da questo secondo episodio è stata avviata un’altra indagine condotta anche con intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno consentito di individuare l’elemento in comune dei due attentati, che era appunto il mandante. Cambria, mosso da risentimento, rancore e gelosia aveva organizzato una vendetta ai danni Nazzareno Di Giorgio e Marco Costanzo, che avevano iniziato a molestare con messaggi e telefonate la sua compagna.  L’attività investigativa sugli attentati ha però consentito di portare alla luce un collaudato e strutturato sistema di spaccio di cocaina di cui facevano parte sia Di Giorgio che Costanzo, insieme a Emiliano Valenti e Mario Guiglia. C’era chi provvedeva al taglio e al confezionamento e chi si dedicava allo spaccio nel capoluogo e a Cisterna, mentre Andrea Reale riforniva il gruppo di stupefacente. Fondamentali, oltre alle indagini di natura tecnica, i riscontri pervenuti grazie ai sequestri di droga e alle dichiarazioni dei clienti abituali, raccolte nel corso delle investigazioni. Lo scorso luglio Marco Costanzo era stato arrestato con circa 50 grammi di cocaina, oltre a vario materiale per il taglio ed il confezionamento.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui