Salvini come ministro dell’Interno è alle prese con il problema immigrazione

Salvini

Alla buona ora: non è facile coniugare sicurezza con il problema immigrati e lo spot “Aiutiamoli a casa loro” non è sufficiente a risolvere le problematiche di queste persone. Sono 237 i migranti (compresi diversi minorenni e 17 donne di cui una in stato interessante) sono sbarcati a bordo della Sea Watch al porto di Reggio Calabria, in un’operazione di salvataggio nel Canale di Sicilia coordinata da Prefettura, Comune Caritas Asp e Croce Rossa. In seguito altri 225 migranti sono stati accompagnati fino a Pozzallo, 109 a bordo della nave Diciotti della Guardia costiera e 126 della Seefuchs, scafo di una Ong tedesca. Verranno poi redistribuiti in base a un piano di assegnazione. Quasi cinquecento in un giorno. Fatto che ha messo il neo ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, di fronte a una realtà problematica, e innescato un battibecco con Malta. Questo è stato l’intervento di Salvini su Twitter: “Da soli sette giorni al governo, sto lavorando per recuperare quasi sette anni di ritardi e di buonismo: il nostro obiettivo è ridurre gli sbarchi e aumentare le espulsioni, tagliare i costi per il mantenimento dei presunti profughi e i tempi della loro permanenza in Italia, coinvolgendo istituzioni europee e internazionali che fino ad oggi hanno lasciato gli italiani da soli. Sapremo farci ascoltare!”. Ma nelle scorse ore quello che si è prodotto è stato uno scontro con Malta. “Non è possibile che risponda no a qualsiasi richiesta di intervento ha incalzato Salvini, ottenendo la risposta del governo di La Valletta: “Neghiamo di non dare assistenza ai migranti”. Controreplica: “Ci dicano gli amici maltesi quante navi che trasportavano migranti hanno attraccato nei loro porti nel 2018, quante persone sono sbarcate, quante domande di asilo sono state esaminate e quante accolte”. La Sea Watch è l’imbarcazione dell’omonima Ong che per 80 ore ha vagato per i mari cercando aiuto e specificando che i migranti a bordo erano “sempre più malati ed esausti”. Tra le richiesta di sbarco, quella rivolta a Malta, da cui sarebbe arrivato il no. Poi c’è stato l’arrivo in Italia. Tra le polemiche del ministro Salvini che torna a dividere le Ong tra quelle “che fanno volontariato, e altre che fanno affari”.

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