Salvini impedisce a Open Arms di far sbarcare i migranti

Open arms

Matteo Salvni ha ribadito che i porti italiani saranno chiusi alle Ong e non intende fare passi indietro. Questa volta nel mirino del ministro dell’Interno c’è la nave Open Arms, (“di Ong spagnola con bandiera spagnola”), che come ha scritto Salvini su Facebook “si è lanciata poco fa verso un barcone e, prima dell’intervento di una motovedetta libica in zona, ha in tutta fretta imbarcato una cinquantina di immigrati a bordo”. Attualmente l’imbarcazione “si trova in acque Sar della Libia”, mentre il “porto più vicino è Malta”. In sostanza, come ha detto Salvini “si scordino di arrivare in un porto italiano. Stop alla mafia del traffico di esseri umani: meno persone partono, meno persone muoiono”. La notizia è stata confermata dalla Ong, che su Twitter ha scritto: “Salvate e al sicuro 59 persone alla deriva e in pericolo di morte nel Mediterraneo. I migranti in questi momento si trovano tutti a bordo della nave. Nonostante gli ostacoli, continuiamo a proteggere il diritto alla vita di chi non ha voce. Le loro storie sull’esperienza in #Libia sono terrificanti”. Dunque si sta per aprire un nuovo caso, dopo le vicende relative alle navi di Aquarius e Lifeline. Secondo Riccardo Gatti, direttore operativo della Proactiva Open Arms, una seconda imbarcazione della Ong si starebbe recando a prestare soccorso a un altro gommone con 65 persone a bordo individuato al largo della Libia. La richiesta di soccorso sarebbe arrivata dalla Guardia Costiera Libica.   Al ministro degli Interni Matteo Salvini, che esortava La Valletta a farsi carico dell’imbarcazione, essendo, secondo lui, più vicina ad un porto dell’isola, ha replicato l’omologo maltese, Michael Farrugia,  che su Twitter ha scritto: “La prego, smetta di dare notizie false per cercare di coinvolgere Malta in una disputa senza una ragione valida”. Nello stesso tweet Farrugia ha anche pubblicato “una mappa” che mostra come la nave della ong sia più vicina a Lampedusa, “perché tutti  vedano: questi sono fatti, non opinioni”. Ma sul caso della chiusura dei porti Salvini deve fare anche i conti con la posizione di Roberto Fico, che si dice contrario alla linea del governo. “Io i porti non li chiuderei. Dell’immigrazione si deve parlare con intelligenza e cuore” ha detto il presidente della Camera, Roberto dopo la visita nell’hotspot di Pozzallo, nel ragusano. “Come terza carica dello Stato  dico che bisogna essere solidale con chi emigra, che sono storie drammatiche che toccano il cuore. Tocca all’Europa farsi carico di questa emergenza, non solo all’Italia  e bisogna tirare fuori gli estremismi perché la solidarietà si fa insieme. Se questo è un approdo, deve essere un approdo europeo”. Intanto Di Maio torna a fare la voce grossa con l’Ue dopo l’accordo di ieri: “Quella di ieri è un’ottima base di partenza, però adesso mi aspetto dai Paesi che tengano fede alla parola data in quell’atto, che è stato firmato ieri da tutti Paesi europei. Se non lo faranno vorrà dire che l’Europa non esiste più”. Del resto, spiega Di Maio, “questa, a livello europeo, non è una partita in cui c’è chi vince e c’è chi perde, secondo me ieri abbiamo stabilito prima di tutto un principio. E cioè che senza l’Italia non si va da nessuna parte, chi arriva in Italia arriva in Europa e quindi i migranti che sbarcano in Italia sono una questione europea”. Perché ci si vede fino alle 5 di notte, si scrive un documento tutti insieme, si dice che si vuole aiutare l’Italia sui migranti, si dice che chi sbarca in Italia sbarca in Europa, che c’è l’intenzione di rivedere Dublino, ma se non lo vogliono fare gli altri Paesi vuol dire che quelle riunioni non servono a nulla. E questo si, sarebbe un problema”. E se gli accordi non dovessero essere rispettati Di Maio ha in mente una soluzione estrema, ovvero “rivedere i 20 miliardi di euro che diamo ogni anno all’Unione Europea. Io, personalmente penso che dovremmo fare centri nei Paesi di provenienza perché il miglior modo per aiutare i migranti è fare in modo che non debbano più fare viaggi della speranza, che a volte si trasformano in tragedie in mare. Viaggi che le ong, purtroppo, in questi anni hanno o assecondato oppure gestito senza coordinarsi con la guardia costiera libica, come è successo per la Life Line”. Ma il vertice sui migranti non provoca polemiche solo in Italia. In Germania il governo si è visto costretto a smentire l’interpretazione dell’accordo raggiunto dal Consiglio Ue offerta da esponenti della Csu secondo cui l’intesa darebbe carta bianca per procedere con la chiusura delle frontiere. “Misure unilaterali a spese di altri paesi non sono quello che l’accordo significa”, ha dichiarato un portavoce del governo citato dall’agenzia tedesca Dpa. Dal vertice è invece emersa una richiesta ai diversi paesi per introdurre misure “interne” giuridiche e amministrative contro la migrazione secondaria all’interno dell’Unione europea, ha aggiunto. Tali misure includono una migliore sorveglianza della mobilità in uscita e richieste di residenza per richiedenti asilo in paesi alla frontiera esterna dell’Unione.

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