Sabaudia

Il motto è: “Sabaudia, una comunità che cresce e diventa città”: così si racchiude tutto il senso della cerimonia del 5 agosto, alle 19 in piazza del Comune con la seduta straordinaria del Consiglio comunale per la presa d’atto de titolo di Città che è stato conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarellal  in accoglimento della proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Una data storica, come hanno commentato dall’amministrazione comunale di Sabaudia  e “un’assegnazione importante sotto il profilo istituzionale attraverso il quale la massima carica dello Stato riconosce l’importanza storica, architettonica, culturale e artistica di Sabaudia, emblema di un territorio che ha saputo riscattarsi nel tempo, spodestando il contesto malarico e paludoso per iniziare, nei primi anni Trenta, un percorso virtuoso di insediamento demografico e di urbanizzazione, arrivando a definire al contempo un assetto sociale, economico e culturale degno di nota”. Il Consiglio Comunale verrà aperto dall’Inno d’Italia e l’Inno alla Gioia, eseguiti dalla Banda Musicale del Comando Artiglieria Controaerei di Sabaudia diretta dal Maresciallo Pasquale Casertano. A conclusione dell’Assise si terràil cambio del Gonfalone, della Bandiera della Città di Sabaudia e della fascia tricolore del sindaco. Il Gonfalone e la Bandiera utilizzati prima del riconoscimento del titolo di Città, entreranno a far parte dell’archivio storico di Sabaudia e verranno esposti presso il centro di documentazione “A.Mazzoni”.A seguire, in considerazione dell’alto momento istituzionale e in virtù del senso di comunità che vedrà la città riunita, l’Amministrazione comunale conferirà un riconoscimento simbolico a quanti hanno offerto il proprio contributo e supporto nella gestione del problema che ha coinvolto le scuole del territorio in gran parte dell’anno scolastico 2019/2020. Il momento, all’insegna della coesione e di spiccata solidarietà sarà introdotto da altri due brani eseguiti sempre dalla Banda dell’Artiglieria: Ischia Marcia Brillante del Maestro Michele Lufrano e Otto e mezzo, dall’omonimo film di Federico Fellini, del Maestro Nino Rota.



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