Roma è surreale

Roma è surreale. Mettono paura i poliziotti, carabinieri e militari appostati – mitra in braccio – in ogni angolo della città Eterna. La vita continua, così diceva mia nonna. Già, ma la sua continuità non era uguale a questa anormalità. E come una lunghissima corda che lega il nord al sud, siamo – ormai – tutti vittime di un mondo al contrario. Surreale, appunto. Attenzione, perché io continuo e continuerò a non confondere, malgrado tutto, le vittime con i carnefici. Di carnefici, purtroppo, ne abbiamo a tonnellate, sparsi un po’ qua e un po’ là, come il cacio sui maccheroni. Surreali le parole di Malagò, ieri, a difendere – a prescindere – gli atleti azzurri dell’atletica, come se le 500 pagine d’accusa da parte dei carabinieri fossero fumetti di Topolino. Surreale Montezemolo a convincere i giovani a fare sport e a divertirsi invece di studiare. Mitra in braccio di ragazzi che potrebbero essere miei figli, loro guardano e scrutano ogni essere umano ipotizzando che lì – in quell’individuo – possa nascondersi il terrore. Che orrore! Eccoci qui, Roma mia. Sirene e lampeggianti in ogni dove, tuta mimetica ed uniformi e, poi, poco più in là, bimbi con il gelato in mano a sorridere alla luce della vita: la loro, ancora pura. Un caffè, un posto dove poterlo bere, la panchina ad avvolgere i ricordi ed il pensiero rivolto lassù. Roma è surreale, le persone sono surreali. Ma a quest’abitudine io non voglio abituarmi.

Riccardo Sanna

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