Roberta Tintari

Roberta Tintari, ormai ex sindaco di Terracina, si è avvalsa della facoltà di non rispondere alle domande che il gip Giorgia Castriota, nella mattinata del 25 luglio, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Free Beach” che l’ha portata agli arresti domiciliari insieme al presidente del Consiglio comunale Gianni Percoco, dell’ex vicesindaco e assessore Pierpaolo Marcuzzi, ai funzionari Corrado Costantino e Alberto Leone e all’imprenditore Giampiero La Rocca. Accompagnata in Tribunale dai suoi legali, gli avvocati Dino Lucchetti e Massimo D’Ambosio, l’ex primo cittadino è rimasta in silenzio davanti al gip e ai pubblici ministeri Andrea Sgarrella e Valentina Giammari che hanno coordinato le indagini insieme ai procuratori Carlo Lasperanza e Giuseppe Bontempo. Agli indagati sono stati contestati i reati di falso, turbata libertà negli appalti riguardanti l’affidamento in gestione di spiagge e servizi connessi alla balneazione, oltre a frodi, indebite percezioni di erogazioni pubbliche e rivelazioni del segreto d’ufficio. La difesa dell’ex primo cittadino ha depositato copia delle sue dimissioni e ha chiesto la revoca dei domiciliari, richiesta sulla quale i pm hanno espresso parere contrario. In caso la richiesta non venisse accolta sarà presentato ricorso al Riesame. Sono stati ascoltati anche l’ex presidente del Consiglio comunale Percoco, assistito dall’avvocato Emilio Marigliani che ha risposto alle domande del gip negando tutti gli addebiti. E’ stato interrogato anche Corrado Costantino, difeso dagli avvocati Luca Giudetti e Stefano Iucci. Anche lui ha risposto e ha spiegato come rispetto ad alcuni atti da lui firmati ha soltanto una responsabilità formale essendosi limitato a prendere atto di provvedimenti adottati dei responsabili dell’iter. La difesa ha preannunciato ricorso al Riesame per chiedere la revoca dell’ordinanza.

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